L’atto di spostarsi geograficamente viene qui contrapposto al movimento intellettuale e interiore, interrogando il senso stesso del trovarsi in un luogo diverso dal proprio.
Andrea Bocconi articola una riflessione sul distacco e sulla permanenza attraverso una miscellanea di citazioni, riflessioni personali e resoconti di itinerari singolari. Il volume esplora il confine tra l'esplorazione fisica e la sosta prolungata, avvalendosi di interviste ad antropologi ed esploratori. La narrazione include testimonianze e memorie di figure di rilievo come Tiziano Terzani e Fosco Maraini, offrendo una prospettiva pluralista sulla pratica del viaggio. L'opera si conclude con una sezione pratica organizzata come un vademecum, che analizza le modalità di pianificazione e la selezione delle compagnie per affrontare le proprie traiettorie, reali o puramente immaginarie.
Per chi è
✔ Viaggiatori solitari ed esploratori sistematici
✔ Lettori interessati a saggi di riflessione antropologica
Perché è diverso
L’approccio dialettico tra l'assenza di movimento fisico e la profondità dell'esperienza di viaggio ribalta la letteratura di settore tradizionale, integrando le voci di grandi esploratori del Novecento in una struttura che alterna saggistica e consigli pratici.
Dettagli Bibliografici
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