Il fango delle trincee orientali si incolla alle uniformi logore mentre l'architetto Feinhals osserva la ritirata del suo reparto verso un confine che non garantisce più salvezza.
Il tenente Feinhals attraversa il crollo del Terzo Reich tra il fronte e la propria terra, inseguendo un frammento di normalità nelle braccia di Ilona prima che la tragedia del conflitto ne travolga le esistenze.
Le pianure gelide dell'Est diventano il palcoscenico di un cinismo bellico che corrompe ogni intenzione, riducendo l'uomo a una pedina sacrificabile in balìa di ordini privi di senso logico o morale.
Tutto era già perduto.
Il percorso di Feinhals si intreccia con quello di commilitoni e civili, componendo un mosaico di vite spezzate lungo la linea di un fronte orientale in dissoluzione che divora ogni ideale di gioventù. In un susseguirsi di quadri lucidi e brutali, il desiderio di un rifugio affettivo naufraga definitivamente contro le recinzioni di un campo di sterminio, dove Ilona scompare nel silenzio assordante di una follia collettiva. La struttura frammentaria, che segue il disfacimento del regime nazista attraverso sguardi multipli e dissonanti, riflette l'incapacità dell'individuo di trovare un riparo morale quando la realtà storica si sgretola in polvere e cenere.
Feinhals raggiunge finalmente la soglia di casa, solo per scoprire che la porta è sbarrata da una lapide improvvisata.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura tedesca del dopoguerra.
✔ Chi apprezza la narrativa di ambientazione bellica.
Perché è diverso
L'opera rompe la narrazione lineare adottando una struttura a nove quadri, dove l'io di Feinhals si frammenta nei punti di vista dei personaggi circostanti. Il linguaggio asciutto ed espressionista spoglia la guerra di ogni eroismo, restituendo un'indagine spietata sulle responsabilità individuali nel crollo della civiltà europea.
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