Le belle. "L’opera testimoniadi una etturadannunziana sul pianodel’invenzione, che risulta proficua perché Borgese si è iberatodai bolori edagli afrori eccessividel Gabriele prenotturno per una sensualità rarefatta e raffrenata, si vorrebbedire tuttadi testa, che però coltiva il sensodel mistero esistenziale,del’inesplicabile accadere": così Natale Tedesco, tra i massimi esegetidela etteratura siciliana ovverodela etteratura europea (ché a Siciliadele ettere ha contatti con Parigi e Berlino piùdi quanto ne abbia con Milano o Torino). ’Le bele’, pur non ottenendo gli alori e e recensioni e e attenzionidi ’Rubè’, è prova narrativa che conferma ’inventivadel’autore. Pubblicata in prima nel 1927, in pienadistrazione variopinta mentred’intorno ’Italia si foderavadi nero, è raccoltadi sagaci novele, tutte con al centro una figura femminile. Non sorprenda: il Bel PËsedei primidecennidel Novecento si affida sovente al corpo femminile per rappresentare e rappresentarsi (gli sfoghidi Alvaro; i furoridi Gadda; a fanciula indifferente che verràda Moravia). Tuttavia ciò che più pare contare è, in questo caso, non tanto gli accadimentidei racconti quanto o stile in cui sonodetti: "rondista senza essere rondista" scrive ancora Natale Tedesco avendo ragione: a pagina è chiara, manierata, preziosa; scorrevole quanto basta, quanto basta sonante per ritrovarvi il gusto per una misura classica ammantatada fregi poetici. ’Le bele’ son bele pagine, sidirebbe.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788838902284
ISBN-10
8838902283
Titolo
Le belle
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1983
Collana
Pagine
184
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Le bele paginedi Borgese "L’opera testimoniadi una etturadannunziana sul pianodel’invenzione, che risulta proficua perché Borgese si è iberatodai bolori edagli afrori eccessividel Gabriele prenotturno per una sensualità rarefatta e raffrenata, si vorrebbedire tuttadi testa, che però coltiva il sensodel mistero esistenziale,del’inesplicabile accadere": così Natale Tedesco, tra i massimi esegetidela etteratura siciliana ovverodela etteratura europea (ché a Siciliadele ettere ha contatti con Parigi e Berlino piùdi quanto ne abbia con Milano o Torino). ’Le bele’, pur non ottenendo gli alori e e recensioni e e attenzionidi ’Rubè’, è prova narrativa che conferma ’inventivadel’autore. Pubblicata in prima nel 1927, in pienadistrazione variopinta mentred’intorno ’Italia si foderavadi nero, è raccoltadi sagaci novele, tutte con al centro una figura femminile. Non sorprenda: il Bel PËsedei primidecennidel Novecento si affida sovente al corpo femminile per rappresentare e rappresentarsi (gli sfoghidi Alvaro; i furoridi Gadda; a fanciula indifferente che verràda Moravia). Tuttavia ciò che più pare contare è, in questo caso, non tanto gli accadimentidei racconti quanto o stile in cui sonodetti: "rondista senza essere rondista" scrive ancora Natale Tedesco avendo ragione: a pagina è chiara, manierata, preziosa; scorrevole quanto basta, quanto basta sonante per ritrovarvi il gusto per una misura classica ammantatada fregi poetici. ’Le bele’ son bele pagine, sidirebbe.