Due ciocche grigie spuntano dalle tempie di un volto giovane, simili a piccole corna che catturano la luce del sole nel deserto.
Jim Silver abita le terre aride sotto identità mutevoli, muovendosi tra la corporatura massiccia e l'agilità di un cervo in corsa.
La polvere dei sentieri messicani nasconde le tracce di un uomo che cambia nome come cambia il vento tra le rocce.
Lui resta sfuggente.
Il soprannome Silvertip non è un caso, ma un marchio impresso da chi osserva le sue rare apparizioni tra i canyon.
Tra le mani stringe un fucile Winchester modificato, unico compagno fedele in un territorio dove ogni incontro si risolve nel silenzio o nel piombo.
El Diablo tra i sentieri del deserto si manifesta come una presenza fisica che intimorisce chiunque osi sbarrargli il passaggio.
La sua figura tozza nel busto nasconde scatti fulminei, trasformando ogni scontro in una danza imprevedibile tra la sabbia e la solitudine estrema di chi non ha casa.
L'ombra che proietta sul terreno è l'unica certezza rimasta ai viandanti prima che il vento cancelli il suo passaggio definitivo.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa western del primo Novecento.
✔ Appassionati di classici ambientati nel deserto americano.
Perché è diverso
La narrazione si concentra sulla costruzione mitologica del protagonista, analizzando la dualità fisica tra la possanza del corpo e l'agilità felina del movimento. L'identità dell'uomo emerge come un mosaico di frammenti geografici e soprannomi, che riflettono la natura nomade e inafferrabile del personaggio nel contesto ostile del West.
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