Il gelo spacca le lastre di marmo dei fori imperiali, mentre il silenzio avvolge una città che non ospita più nessuno.
In un'Italia devastata dal freddo e dalla pestilenza nel 547, tre sopravvissuti vagano tra le rovine del conflitto bizantino-goto. Il loro destino si intreccia nella ricerca disperata di uno sconosciuto il cui nome è l'unica traccia rimasta.
Roma giace spettrale sotto una coltre di neve grigiastra, teatro di un'evacuazione definitiva che ha lasciato Servio solo tra le colonne divelte.
Il cielo è muto.
Nelle campagne dell'Umbria, i mercenari unni sciolgono i ranghi dopo la resa, costretti a vagare lungo le strade deserte che conducono verso il cuore corrotto di una penisola smembrata dalla guerra di riconquista giustinianea. Il nobile milanese osserva l'orizzonte sognando un'indipendenza lontana dai fasti decadenti di Bisanzio, mentre un generale goto osserva la propria eredità culturale sgretolarsi sotto il peso dell'epidemia. Questa cerca tra le rovine del VI secolo spinge l'improbabile trio verso un centro abitato dove ogni volto noto sembra sparito, lasciando spazio solo alla necessità di scovare l'obiettivo unico tra le ombre dei campi bruciati e i palazzi vuoti che ospitavano un tempo il potere imperiale ormai ridotto in polvere.
Le impronte sulla neve fresca indicano una direzione, ma il nome cercato appartiene ormai a un fantasma che nessuno vuole reclamare.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa storica altomedievale.
✔ Chi segue la letteratura del crollo delle civiltà.
Perché è diverso
La struttura intreccia le prospettive di personaggi antitetici per estrazione sociale e lealtà militare all'interno di un contesto documentato ma raramente esplorato. L'ambientazione non funge da sfondo, ma da entità che condiziona fisicamente ogni scelta dei protagonisti in un mondo dove le strutture di potere sono già collassate.
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