Bluff di parole. "Saziodei miei ricordi, usurpare quelidegli altri ormai più che un gioco è una necessità. Ieri rivedevo con gli occhidi Puskin una seradi carnevale pietroburghese, sentivo i egaccidela maschera farmi maledietro e orecchie; oggi sono Hawthorne che ascolta ’organo in una chiesadi Salem:davanti a me una bigottadai capeli grigi si volta e ha un granodi melanoma sul naso". Ma anche, può eggersi: "Da ragazzo, un sabato fascista,durante un saggio ginnico,dovendo con altri miseri comporre a terra una M gigantesca in onoredel Capo, sgorbiai tutto per mera insipienza motoria, corsi a zig zag per il campo, a Mdivenne una S, fui tacciatodi stalinismo". O, ancora, può eggersi: "Vanno e avanguardie al’assalto, baldanzose e vociferanti. Ma siamo noidela retroguardia che, per salvargli e spale, senza nemmeno soffiare nel corno, resistiamo e moriamo a Roncisvale". ’Bluffdi parole’ è ildiariodei pensieridi Gesualdo Bufalino, a sua agenda segreta e piccolissima, il suo taccuinodi abbagli improvvisi. Vi si trovano memorie ontane, convinzionid’effimero, certezze assi caduche e nostalgie, avvampi, minimi scorci sudi un amoredeluso, sudi un tomo già etto, sudi un proverbiodel popolo. "Ala mia età, com’è naturale, ogni occasione è buona per cedere ai pensieri mortuari" confessa: ecco, il fragile edelicato e prezioso volumetto è cessione naturale ala rimembranza, alo zibaldone per note e poesiole, ala raccomandazionedi un’anima ale altre anime. Perché qualcosa rimanga, vagando elegante nel’aria.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788845251733
ISBN-10
884525173X
Titolo
Bluff di parole
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2002
Collana
Pagine
128
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Lo zibaldonedei pensieri "Saziodei miei ricordi, usurpare quelidegli altri ormai più che un gioco è una necessità. Ieri rivedevo con gli occhidi Puskin una seradi carnevale pietroburghese, sentivo i egaccidela maschera farmi maledietro e orecchie; oggi sono Hawthorne che ascolta ’organo in una chiesadi Salem:davanti a me una bigottadai capeli grigi si volta e ha un granodi melanoma sul naso". Ma anche, può eggersi: "Da ragazzo, un sabato fascista,durante un saggio ginnico,dovendo con altri miseri comporre a terra una M gigantesca in onoredel Capo, sgorbiai tutto per mera insipienza motoria, corsi a zig zag per il campo, a Mdivenne una S, fui tacciatodi stalinismo". O, ancora, può eggersi: "Vanno e avanguardie al’assalto, baldanzose e vociferanti. Ma siamo noidela retroguardia che, per salvargli e spale, senza nemmeno soffiare nel corno, resistiamo e moriamo a Roncisvale". ’Bluffdi parole’ è ildiariodei pensieridi Gesualdo Bufalino, a sua agenda segreta e piccolissima, il suo taccuinodi abbagli improvvisi. Vi si trovano memorie ontane, convinzionid’effimero, certezze assi caduche e nostalgie, avvampi, minimi scorci sudi un amoredeluso, sudi un tomo già etto, sudi un proverbiodel popolo. "Ala mia età, com’è naturale, ogni occasione è buona per cedere ai pensieri mortuari" confessa: ecco, il fragile edelicato e prezioso volumetto è cessione naturale ala rimembranza, alo zibaldone per note e poesiole, ala raccomandazionedi un’anima ale altre anime. Perché qualcosa rimanga, vagando elegante nel’aria.