Un battistrada minerario rivela un’apertura invisibile che conduce verso abissi inesplorati sotto la crosta terrestre.
Un esploratore ignaro penetra nel regno sotterraneo dei Vril-ya, scoprendo una civiltà avanzata che trascende i limiti tecnologici e spirituali dell'umanità di superficie.
Le gallerie illuminate da una luminescenza artificiale rivelano la presenza dei Vril-ya, esseri che dominano l’energia vitale chiamata Vril. Questa forza invisibile permette di forgiare la materia e piegare la volontà, stabilendo una gerarchia che separa nettamente i visitatori del mondo esterno dai custodi del sottosuolo.
Tutto cambia.
La discesa negli spazi cavernosi rivela la struttura di una società sotterranea occulta, governata da leggi che sfuggono alla comprensione comune. L'incontro tra l'esploratore e questa discendenza superiore trasforma la percezione di ogni confine geografico conosciuto. L'assenza di conflitti visibili nel loro dominio svela una stabilità inquieta, retta unicamente dalla supremazia del Vril. Questa civiltà dei Vril-ya custodisce memorie che riscrivono l’origine della specie umana, rendendo l'esplorazione del mondo interno una sfida costante al dogma del progresso tecnico moderno, costringendo il protagonista a confrontarsi con una perfezione che annulla ogni aspirazione individuale preesistente nella società di superficie ormai in declino.
L’eco di un bastone energetico contro la roccia vibra nell’oscurità, segnando l’inizio di un’esclusione definitiva dal mondo degli uomini.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa speculativa del diciannovesimo secolo.
✔ Appassionati di letteratura esoterica e storie occulte.
Perché è diverso
L'opera integra la teoria della Terra cava con la visione iniziatica dell'autore, trasformando un mito geografico in un'esplorazione filosofica sul potere. La narrazione non segue schemi d'avventura convenzionali, preferendo analizzare l'impatto di una tecnologia trascendente sulle strutture sociali umane.
Dettagli Bibliografici
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