Il ticchettio dell’orologio a muro si fonde col respiro irregolare di chi fissa il soffitto, attendendo un annuncio che non giungerà mai.
Dino Buzzati raccoglie in questo volume cinquantuno frammenti di vita quotidiana, dove l'insidia si nasconde tra le crepe del reale e la consuetudine si sgretola in visioni oniriche.
Una macchia di umidità sul soffitto prende le sembianze di una città mai visitata, mentre nelle strade di Milano risuonano passi estranei. Il confine tra la cronaca cittadina e la distorsione del reale si assottiglia, rivelando il volto mutevole di una quotidianità percorsa da segni premonitori. L'ironia accompagna il lettore.
Silenzio.
Gli incubi notturni si insinuano tra le righe di un diario, trasformando il sarcasmo in un esercizio di stile dove il destino appare indifferente alle preghiere. Ogni capitolo indaga l'inquietudine delle attese, orchestrando una danza grottesca tra il buio della camera da letto e le luci artificiali del centro, portando alla luce la magia inconfessata racchiusa negli oggetti banali che popolano l’esistenza.
Questa architettura narrativa scarta la linearità per rifugiarsi in un realismo favoloso, capace di isolare il singolo istante di terrore in una forma compiuta e spietata.
Un battito cardiaco accelerato scandisce la lenta decomposizione della sicurezza domestica di fronte a un'ombra che non appartiene a nessuno.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa fantastica del Novecento.
✔ Cultori del racconto breve di matrice surreale.
Perché è diverso
L'opera si distingue per la capacità di fondere l'autobiografismo con una deformazione ironica del reale, superando la struttura tradizionale del racconto breve. La costruzione dei testi trasforma elementi banali in presagi catastrofici, mantenendo un equilibrio precario tra cronaca giornalistica e visione onirica.
Dettagli Bibliografici
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