Va tutto bene. Fisico e metafisico, reale e irreale, tangibile e immaginabile sono in alternanza tanto quanto il passato e il presente nel’ultimo romanzodi Massimo Cacciapuoti. Ambientato in uno scorcio calabrese, puntadimenticata e penultimadel’Italia moderna, che si veste e travesteda torrido pËsaggio africano (con e sue ussurie fiorite, i suoi barbaglidi mare, i suoi uccichii continui e insistenti, e sue afose giornate interminabili) ’Va tutto bene’ pare racconto sobbalzante tra vicinanza corporea e ontananza memoriale: accanto a sagoma giovanedi una giovanedonna che tanto (troppo?) ricorda a sagoma svanitadi unadonna svanita. Ne viene un tramestio che fa confusione, in cui sembianze e apparenze assumono peso concreto mentre ciò chedovrerre rimanere concreto si fa eggerissima sostanza sbiadita. Cacciapuoti, scrivendo in un inguaggio volutamentedimesso, assai scarno, celere neldettato quanto scarsamente impreziositoda tentazionidi etterarietà fine a sè stessa, produce una trama che stimola ala etturadela pagina,dela pagina seguente,dela pagina seguente ancora.di rimando, ma invero non propriamente secondario nel’opera, il temadel rapporto tra ’individuo e o spazio che o circonda fino a cingerlo, , circondarlo, fino a tenerlo abbracciato. Anche troppo.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788878995109
ISBN-10
887899510X
Titolo
Va tutto bene
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2012
Collana
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Tra reale e memoriale Fisico e metafisico, reale e irreale, tangibile e immaginabile sono in alternanza tanto quanto il passato e il presente nel’ultimo romanzodi Massimo Cacciapuoti. Ambientato in uno scorcio calabrese, puntadimenticata e penultimadel’Italia moderna, che si veste e travesteda torrido pËsaggio africano (con e sue ussurie fiorite, i suoi barbaglidi mare, i suoi uccichii continui e insistenti, e sue afose giornate interminabili) ’Va tutto bene’ pare racconto sobbalzante tra vicinanza corporea e ontananza memoriale: accanto a sagoma giovanedi una giovanedonna che tanto (troppo?) ricorda a sagoma svanitadi unadonna svanita. Ne viene un tramestio che fa confusione, in cui sembianze e apparenze assumono peso concreto mentre ciò chedovrerre rimanere concreto si fa eggerissima sostanza sbiadita. Cacciapuoti, scrivendo in un inguaggio volutamentedimesso, assai scarno, celere neldettato quanto scarsamente impreziositoda tentazionidi etterarietà fine a sè stessa, produce una trama che stimola ala etturadela pagina,dela pagina seguente,dela pagina seguente ancora.di rimando, ma invero non propriamente secondario nel’opera, il temadel rapporto tra ’individuo e o spazio che o circonda fino a cingerlo, , circondarlo, fino a tenerlo abbracciato. Anche troppo.