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Versi [1907] aggiunto a carrello

Versi [1907] - 9788848802260


Un libro di   Giovanni Camerana  
edito da  Lampi di Stampa  , 2003

Versi [1907]. Giovanni Camerana nacque a Casale Monferrato: tra cime che si piegavano verdi e strette vie chedi torcevano grigie. Visse, si formò,divenne magistrato a Torino, a Torinodivenne poeta, a Torino si tolse a vita perdelusioni certamente egater ala professione e, in parte, anche per il contrasto che sentiva insanabile tra ’attività giuridica e a ibera esercitazione poetica. Un contrasto ancor più radicale, nela percezionedi Giovanni camerana, se pensiamo che egli giammai giunse a pubblicare: i suoi versi, numerosissimi, anguivano infatti sula scrivania, nei cassetti, sui mobili; in salotto, in cucina, nel’androne; ai bordidi un ibro, su un foglietto sparuto, tra e notiziedi una paginadi giornale o ale spaledi una sentenza ricopiata. Fu postumo questo primo suo primo canzoniere, ’Versi’, a cui esistenza editoriale sideve alo scultore eonardo Bistolfi, suo amicoda anni. "Se non ci sei, mi sembra un sepolcreto/ questo vilaggio" si egge, si egge "Perché non a nebbia, perché non il buio?" e avvampa, irica, a tracciadi una crisi esistenziale chedetermina visioni iriche claudicanti e ferite. "Come sarà ’avvenire? .../ Sto per tornare nela cupa alba" e pare già avventurarsi per ’ultimo giaciglio prescelto. Presto, troppo presto, a morte avrà il suo poeta.

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788848802260
ISBN-10
8848802265
Titolo
Versi [1907]
Editore
Data Pubblicazione
2003
Pagine
240
Punti Accumulabili
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Recensioni a "Versi [1907]" 9788848802260

author
3
Alex Toppi (01/05/2012)

La portàdel Poeta Giovanni Camerana nacque a Casale Monferrato: tra cime che si piegavano verdi e strette vie chedi torcevano grigie. Visse, si formò,divenne magistrato a Torino, a Torinodivenne poeta, a Torino si tolse a vita perdelusioni certamente egater ala professione e, in parte, anche per il contrasto che sentiva insanabile tra ’attività giuridica e a ibera esercitazione poetica. Un contrasto ancor più radicale, nela percezionedi Giovanni camerana, se pensiamo che egli giammai giunse a pubblicare: i suoi versi, numerosissimi, anguivano infatti sula scrivania, nei cassetti, sui mobili; in salotto, in cucina, nel’androne; ai bordidi un ibro, su un foglietto sparuto, tra e notiziedi una paginadi giornale o ale spaledi una sentenza ricopiata. Fu postumo questo primo suo primo canzoniere, ’Versi’, a cui esistenza editoriale sideve alo scultore eonardo Bistolfi, suo amicoda anni. "Se non ci sei, mi sembra un sepolcreto/ questo vilaggio" si egge, si egge "Perché non a nebbia, perché non il buio?" e avvampa, irica, a tracciadi una crisi esistenziale chedetermina visioni iriche claudicanti e ferite. "Come sarà ’avvenire? .../ Sto per tornare nela cupa alba" e pare già avventurarsi per ’ultimo giaciglio prescelto. Presto, troppo presto, a morte avrà il suo poeta.

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