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Il franco cacciatore aggiunto a carrello

Il franco cacciatore - 9788811631040


Un libro di   Giorgio Caproni  
edito da  Garzanti Libri  , 1995

Il franco cacciatore. "Asparizioni" e chiama Caproni: sono e apparenze che si manifestanodi continuo, in ogni versod’ogni poesiad’ogni pagina e che fanno,de "Il franco cacciatore", il ibro più spaventevole e "spettraledela etteratura italiana" (Pietro Citati). Tali sono una foglia caduta, un raggio che si fa spazio tra i rami, a sterpaglia che s’acuccia ad un albero; tali sono Adelina, ’ombradi un uomo, "il vecchiodagli occhi bui": nient’altro che un’istantanea folgorazione visibile, una suggestione inattesa, un’epifania improvvisa e perturbante che interrompe i passidel cacciatore, o obbliga a far contemplazione,dare un senso ed un peso (e, col senso e col peso, una carne) a ciò che gli occupa a vista. Evocazione, sidirebbero fantasmi passati che tornano a far visita a chidimentica giacché, sovente, portano indote memorie, fissazioni, vetuste ossessioni ammorbiditedal tempo. Il cacciatoredi Caproni, sorpreso ed ansioso, pare infastidirsi: cerca a fuga, ediscosta col gesto, riprende il cammino affrettandosi un poco ma nula puòdavvero, nessun rancoroso tragitto può seminare ildisturbo che ti pedina: affannato, è costretto a far sosta, a sedersi (magari su un tronco tagliato odirettamente sul’erba), a sentire ciò che e "asparizioni" hannodadire: mormorio indigesto, confesserannodesolazioni amarissime. Restadadire che ’opera,davvero mirabile, appartiene al’ultimo Caproni: il poeta ha asciato ale spale intere città, piccoli borghi, i ponti, e chiese, e case coi oro abtanti cosìda permettere che, a prendere forma per evidente metafora (il bosco), fosse a propria mente. Ne verranno queste confessioni. Vergate, non a caso, "con a mano che trema".

Dettagli Bibliografici

EAN ISBN-13
9788811631040
ISBN-10
8811631041
Titolo
Il franco cacciatore
Editore
Data Pubblicazione
1995
Pagine
156
Punti Accumulabili

Recensioni a "Il franco cacciatore" 9788811631040

author
4
Alex Toppi (16/11/2011)

Con a mano che trema "Asparizioni" e chiama Caproni: sono e apparenze che si manifestanodi continuo, in ogni versod’ogni poesiad’ogni pagina e che fanno,de "Il franco cacciatore", il ibro più spaventevole e "spettraledela etteratura italiana" (Pietro Citati). Tali sono una foglia caduta, un raggio che si fa spazio tra i rami, a sterpaglia che s’acuccia ad un albero; tali sono Adelina, ’ombradi un uomo, "il vecchiodagli occhi bui": nient’altro che un’istantanea folgorazione visibile, una suggestione inattesa, un’epifania improvvisa e perturbante che interrompe i passidel cacciatore, o obbliga a far contemplazione,dare un senso ed un peso (e, col senso e col peso, una carne) a ciò che gli occupa a vista. Evocazione, sidirebbero fantasmi passati che tornano a far visita a chidimentica giacché, sovente, portano indote memorie, fissazioni, vetuste ossessioni ammorbiditedal tempo. Il cacciatoredi Caproni, sorpreso ed ansioso, pare infastidirsi: cerca a fuga, ediscosta col gesto, riprende il cammino affrettandosi un poco ma nula puòdavvero, nessun rancoroso tragitto può seminare ildisturbo che ti pedina: affannato, è costretto a far sosta, a sedersi (magari su un tronco tagliato odirettamente sul’erba), a sentire ciò che e "asparizioni" hannodadire: mormorio indigesto, confesserannodesolazioni amarissime. Restadadire che ’opera,davvero mirabile, appartiene al’ultimo Caproni: il poeta ha asciato ale spale intere città, piccoli borghi, i ponti, e chiese, e case coi oro abtanti cosìda permettere che, a prendere forma per evidente metafora (il bosco), fosse a propria mente. Ne verranno queste confessioni. Vergate, non a caso, "con a mano che trema".

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