Il crepitio del fuoco nel salotto della baronessa Lanari accompagna le parole del dottor Maggioli, che incatena l'attenzione degli astanti.
In una residenza aristocratica del primo Novecento, un intellettuale intrattiene gli ospiti con undici narrazioni eterogenee, articolate secondo una rigorosa struttura in dieci giornate di confronto intellettuale.
Poltrone di velluto accolgono esponenti di visioni opposte mentre il dottore disquisisce sulle inquietudini legate ai fenomeni spiritici nella Catania di fine secolo, misurando il peso invisibile di presenze ultraterrene contro la logica della materia. La conversazione si sposta rapidamente verso i risvolti insidiosi portati dal progresso tecnologico di matrice positivista, capace di incrinare le certezze religiose della nobiltà presente.
Il dubbio avanza.
Ogni novella diventa uno specchio deformante per i presenti, chiamati a misurarsi con la modernità che preme oltre le mura del palazzo, dissolvendo le antiche rigidità ideologiche in un costante braccio di ferro tra tradizione e nuove scoperte. La conclusione del ciclo narrativo non restituisce risposte, ma lascia il posto al silenzio che segue la fine di un'epoca, mentre l'ombra lunga delle lampade a olio trema sul volto degli ultimi aristocratici siciliani prima della dissoluzione.
Una candela si spegne, lasciando i commensali nel buio improvviso della propria inadeguatezza.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa verista di fine Ottocento.
✔ Appassionati di letteratura italiana di stampo accademico.
Perché è diverso
L'opera rielabora la cornice boccacciana per testare la solidità dei salotti aristocratici di fronte ai dilemmi della scienza moderna e dell'occultismo. La narrazione si distingue per la capacità di condensare in undici novelle le tensioni filosofiche tra il retaggio nobiliare e l'avanzata inesorabile della tecnica.
Dettagli Bibliografici
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