Un ragazzo che non c'è. “Un ragazzo che non c’è”, edito nel 2010dala casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nela colana editoriale “PoesiÔ, è una siloge poetica che porta il nomedidaniele Capuozzo. a raccolta èdivisa in cinque capitoli (“HumanË itterË”, “Città e umanitÔ, “Me”, “L’amore”, “Poesie varie”) nei quali ’autoredetermina il suo pensiero circa il sentimento amoroso, non ci troviamodi fronte a testi con spunti autobiografici, come ben sottolineadaniele; ogni irica è formatadal concetto stessodi amore edale sue sfaccettature reali. Una capacità espressiva che si materializza nela struttura elittica, a brevitas, infatti, è una costituente essenzialedela siloge. Poesiedi un verso,didue versi che ilustrano una rottura con ’ampolosità amorosa ed una volontàdi chiarificazionedei contenuti. “Io piccolo essere in un universo,/ eccomi in ginocchioda te/ oh mia quercia./ Io una epre in un branco,/ un ago in un pagliaio./ a mia penna sula carta/ correda sola/ per una stretta stradÔ – “Sono”
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788896418895
ISBN-10
8896418895
Titolo
Un ragazzo che non c'è
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
54
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
€ 10.00
La irica elittica “Un ragazzo che non c’è”, edito nel 2010dala casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nela colana editoriale “PoesiÔ, è una siloge poetica che porta il nomedidaniele Capuozzo. a raccolta èdivisa in cinque capitoli (“HumanË itterË”, “Città e umanitÔ, “Me”, “L’amore”, “Poesie varie”) nei quali ’autoredetermina il suo pensiero circa il sentimento amoroso, non ci troviamodi fronte a testi con spunti autobiografici, come ben sottolineadaniele; ogni irica è formatadal concetto stessodi amore edale sue sfaccettature reali. Una capacità espressiva che si materializza nela struttura elittica, a brevitas, infatti, è una costituente essenzialedela siloge. Poesiedi un verso,didue versi che ilustrano una rottura con ’ampolosità amorosa ed una volontàdi chiarificazionedei contenuti. “Io piccolo essere in un universo,/ eccomi in ginocchioda te/ oh mia quercia./ Io una epre in un branco,/ un ago in un pagliaio./ a mia penna sula carta/ correda sola/ per una stretta stradÔ – “Sono”