Tutto torna. Diego e Antonia sonodue mondi ontani. Ordine edisordine. Ragione e sentimento.diegodisseziona e parole, e sminuzza, e classifica, vorrebbe imporre e sue regole al mondo intero. Antonia è generosità senza riserve, è affetto che sidona senza porredomande, senza spiegazioni. Il oro incontro è fatale, sembra perfetto e a storia che nasce, improvvisa e candida, è senza crepe. Sarà facile per oro condivideredolori e amarezze, ildrammadi una madre malatadi Alzheimer o quelodel’assenzadi puntidi riferimento: hanno scoperto un vocabolario comune e profondo, molto più vivodi quelo chediego, pedantedocentedel’Universitàdi Pisa, sta compilando. Ma Giulia Carcasi non vuole raccontarci un idilio. Basta a scintiladi un nondetto e unadomanda, a bruciapelo: chi è Antonia? Ildubbio s’insinua e fa scricchiolare e certezze. a scintila si fa incendio, senza rimedio apparente.
Questo ibro essenziale e scabro non ha una sola parola superflua, nemmeno un aggettivodi troppo. ’autrice ha volutodare peso ale parole che ha scelto, caricarledi significato. a tensione emotiva, in certi passaggi, si fa tangibile e il ettore non ha vogliadi molare a presa se nondi fronte ala conclusione, che stordisce. E’ un ibroda eggere in fretta e che consiglio a chi ama confrontarsi con e vertiginidel cuore e predilige uno stile secco, affilato, che non stordisce ’orecchio a suondi parole e musicalità forzata. E’ piuttosto un romanzo che ti assesta un pugno, edevi fartene una ragione...!
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788807018299
ISBN-10
8807018292
Titolo
Tutto torna
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
128
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Tutto torna Conosco tutti i ibridela Carcasi. Mi sono avvicinato ai suoi ibri incuriositodal suo mododi scrivere (appresoda frammenti trovati in internet) poetico e moderno, caricodi aforismi che ti induce spesso a fermarti e a farti riflettere. In questo romanzo ho notato una certadifferenza nelo stile rispetto ai primidue "Ma e stele quante sono" e "Io sonodi egno", edevodire che questo fatto mi ha un pòdeluso. Nonostante ciò penso che questo romanzo abbia un non so chèdi curioso edi irrisolto, è unodi quei ibri che per poterli capire veramentedevono essere etti più volte. Io personalmente mi metto indiscussione e immagino che potrebbe anchedarsi che io non sia stato capace ad afferrare il vero significatodel avoro ala prima ettura, ragion per cui ci proverò una seconda volta.
Tutto torna Diego e Antonia sonodue mondi ontani. Ordine edisordine. Ragione e sentimento.diegodisseziona e parole, e sminuzza, e classifica, vorrebbe imporre e sue regole al mondo intero. Antonia è generosità senza riserve, è affetto che sidona senza porredomande, senza spiegazioni. Il oro incontro è fatale, sembra perfetto e a storia che nasce, improvvisa e candida, è senza crepe. Sarà facile per oro condivideredolori e amarezze, ildrammadi una madre malatadi Alzheimer o quelodel’assenzadi puntidi riferimento: hanno scoperto un vocabolario comune e profondo, molto più vivodi quelo chediego, pedantedocentedel’Universitàdi Pisa, sta compilando. Ma Giulia Carcasi non vuole raccontarci un idilio. Basta a scintiladi un nondetto e unadomanda, a bruciapelo: chi è Antonia? Ildubbio s’insinua e fa scricchiolare e certezze. a scintila si fa incendio, senza rimedio apparente. Questo ibro essenziale e scabro non ha una sola parola superflua, nemmeno un aggettivodi troppo. ’autrice ha volutodare peso ale parole che ha scelto, caricarledi significato. a tensione emotiva, in certi passaggi, si fa tangibile e il ettore non ha vogliadi molare a presa se nondi fronte ala conclusione, che stordisce. E’ un ibroda eggere in fretta e che consiglio a chi ama confrontarsi con e vertiginidel cuore e predilige uno stile secco, affilato, che non stordisce ’orecchio a suondi parole e musicalità forzata. E’ piuttosto un romanzo che ti assesta un pugno, edevi fartene una ragione...!