Odi barbare. "Queste odi e intitolai barbare perché tali sonerebbero agli orecchi ed al giudiziodei greci edei romani, se bene composte nele forme metrichedela oro irica, e perché tali soneranno putroppo a moltissimi italiani, se bene composte e armonizzatedi versi ed accenti italiani". Sedici odi barbare, sedici iriche estranee ai greci ed ai atini nonostante il ricalcodela metrica ed estranee agli italiani, così poco accoglientidei suoni che tintilano aspri. Metrica,dunque, e suono. a metrica è, nel suo impegno prosecutivo, straordinaria: bendodici forme (l’una profondamentediversadal’altra) ambiccano impreziosendo e pagine, reiterando adistanza ’arte ceselatadela composizione arcaica,del’arcaica misura opportuna. E poi il suono. e odi barbaredi Giosuè Carducci hanno il meritodela rifrangenza nel’aria e, nel’aria quando sondette, fanno ebbrezza che si percepisce percependo ildettato. In aggiunta: e ’Odi barbare’ portano in scena,dinnanzi in ribalta, il Carducci privato (non il polemista civile, non ’esegeta storico), che piega a ira ale melodiedei ricordi,dei moti,dei piccoli e grandi frammenti che giacciono al’anima. Certo, si chiamano idia,delia o alage e fanciule sfioratedai brani ma va inteso chedi Carolina Cristofori Piva,di Adele Bergamini edidafne Gargioli si tratta.
Dettagli Bibliografici
Titolo
Odi barbare
Autore
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Genere
Punti Accumulabili
€ 6.20