Il viaggio lungo le dorsali ferroviarie dell'Europa dell'Est si snoda tra i convogli alimentati a gasolio che collegano le coste dalmate ai rilievi dei Carpazi ucraini.
Marco Carlone documenta il funzionamento di un sistema di trasporti in cui l'infrastruttura d'acciaio rappresenta il perno della vita sociale, resistendo all'automazione digitale a favore di una gestione manuale e corale. Il volume esplora il paesaggio ferroviario balcanico, caratterizzato da materiale rotabile di recupero occidentale e stazioni che fungono da fulcro economico per i villaggi circostanti. Attraverso il resoconto dei tragitti, emerge una geografia fatta di mercati spontanei sui binari, complessi industriali dismessi e distese naturali incontaminate, che definiscono l'identità del trasporto ferroviario nell'Est europeo lontano dalle rotte turistiche standardizzate.
Per chi è
✔ Lettori interessati alla storia sociale dell'Europa orientale
✔ Appassionati di viaggi lenti in treno
Perché è diverso
Sostituisce la celebrazione estetica del treno con una disamina tecnica e sociale sulle dinamiche di scambio di materiale rotabile e sull'integrazione di queste infrastrutture arcaiche nel tessuto urbano contemporaneo.
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