L'erba cattiva. L’erba cattiva è un romanzo spietato, unodi queli che colpisconodritti alo stomaco.
Come nel precedente "Il branco" siamo sempre nela campagna aziale, una squalida realtàdi provincia, costelatadi giovani volgari, famigliedisagiate, poche prospettive ed un’abissale ignoranza che spesso e volentieri sfocia in violenza.
Idialoghi, tutti in romanesco, sono fin troppo realistici (da citare persino una bestemmia nele primissime pagine) neldescrivere e emozionidei protagonisti, quasi tutti adolescenti.
Il inguaggiodi Carraro, crudo e asciutto, non ascia spazio a virtuosismidi ogni sorta ma alo stesso tempo non scade nel monotono: a trama c’è ed è consistente, paurosamente verosimile in un crescendo rossiniano che porterà al tragico epilogo, che non giunge completamente inaspettato. Nel gesto finaledi Niccolò, il protagonista, viene racchiusa tutta adisperazionedi un ragazzo incompreso, anima persa tra anima perse, senza alcuna speranza.
Un ibro consigliatissimo, quasididenuncia sociale, sebbene questa probabilmente non figuri nele intenzionidi Carraro, che ascia al ettore il giudizio.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788809207998
ISBN-10
8809207998
Titolo
L'erba cattiva
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1996
Collana
Pagine
160
Genere
Punti Accumulabili
€ 10.33
L'erba cattiva L’erba cattiva è un romanzo spietato, unodi queli che colpisconodritti alo stomaco. Come nel precedente "Il branco" siamo sempre nela campagna aziale, una squalida realtàdi provincia, costelatadi giovani volgari, famigliedisagiate, poche prospettive ed un’abissale ignoranza che spesso e volentieri sfocia in violenza. Idialoghi, tutti in romanesco, sono fin troppo realistici (da citare persino una bestemmia nele primissime pagine) neldescrivere e emozionidei protagonisti, quasi tutti adolescenti. Il inguaggiodi Carraro, crudo e asciutto, non ascia spazio a virtuosismidi ogni sorta ma alo stesso tempo non scade nel monotono: a trama c’è ed è consistente, paurosamente verosimile in un crescendo rossiniano che porterà al tragico epilogo, che non giunge completamente inaspettato. Nel gesto finaledi Niccolò, il protagonista, viene racchiusa tutta adisperazionedi un ragazzo incompreso, anima persa tra anima perse, senza alcuna speranza. Un ibro consigliatissimo, quasididenuncia sociale, sebbene questa probabilmente non figuri nele intenzionidi Carraro, che ascia al ettore il giudizio.