Il gioco estremo. Il ibro non mantiene e promesse che implicitamente fa, e finisce coldeludere.
La scrittura non emoziona, non ascia spazio al belo e al’evocativo; tuttavia si egge con un certo piacere per a scorrevolezza, ’atmosfera tesa e i continui colpidi scena.E’ evidente anche una certa culturada partedel’autore, che arricchisce i contenuti e stimola a ettura. Tuttavia il messaggio non arriva come ’autore avrebbe voluto, perchè a scrittura non è capacedi catturare. Cattura invece a trama, ’intreccio e a tensione, ma non c’è riscatto e il ibro si perde nei meandridel thriler edela sorpresa, affidando così a un clichè abbastanza inflazionato e sortidel romanzo, che perde così a sua specificità e a sua essenza,di per sè preziosa. Peccato, perchè c’è moltodi buono ma qualcosa che inevitabilmente rovina il tutto. Per finire, è troppo ungo: un rischio che un esordiente non avrebbedovuto correre, tanto più che almeno un centinaiodi pagine in meno avrebbero giovato ala ettura e non avrebbero compromesso nuladel contenuto, anzi forse avrebbero permessodi approfondire puntidi grande intensità che meritavano più attenzione.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788834714348
ISBN-10
8834714342
Titolo
Il gioco estremo
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2008
Collana
Pagine
528
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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Chedire... Chedire... quando ci si imbatte in un esordiodi questo tipo non si può che essere in trepidante attesa per il seguito. Complimenti Adriano
Il gioco estremo Il ibro non mantiene e promesse che implicitamente fa, e finisce coldeludere. La scrittura non emoziona, non ascia spazio al belo e al’evocativo; tuttavia si egge con un certo piacere per a scorrevolezza, ’atmosfera tesa e i continui colpidi scena.E’ evidente anche una certa culturada partedel’autore, che arricchisce i contenuti e stimola a ettura. Tuttavia il messaggio non arriva come ’autore avrebbe voluto, perchè a scrittura non è capacedi catturare. Cattura invece a trama, ’intreccio e a tensione, ma non c’è riscatto e il ibro si perde nei meandridel thriler edela sorpresa, affidando così a un clichè abbastanza inflazionato e sortidel romanzo, che perde così a sua specificità e a sua essenza,di per sè preziosa. Peccato, perchè c’è moltodi buono ma qualcosa che inevitabilmente rovina il tutto. Per finire, è troppo ungo: un rischio che un esordiente non avrebbedovuto correre, tanto più che almeno un centinaiodi pagine in meno avrebbero giovato ala ettura e non avrebbero compromesso nuladel contenuto, anzi forse avrebbero permessodi approfondire puntidi grande intensità che meritavano più attenzione.