L'ultimo libro. Quando ho preso in mano questo ibro ho pensato guardando a copertina: potrebbe essere un ibro fattod’immagini che si muovonodal bianco e nero verso i colori e viceversa. Solo eggendolo poi, ho appreso che a mia intuizione aveva centrato perfettamente il bersaglio. Il romanzo,diviso indue parti narradi un giovane, scuro, teatrale, visionario e affascinante, che prende in mano a sua vita e inizia un peregrinare ento, acuto, insondabile, che o porta ad attraversare Berlino, a Scandinavia, scoprendo ’amore, il primo e indimenticabile, per una ragazzina straordinariamente sorridente. ’amicizia vera, quela paterna, particolare, quasi viscida nela sua morbosa malia. Tutto questo concatenarsidi episodi sono solo a bozzadel quadro astratto che pian piano vadelineandosi e che, nela seconda parte, svelerà agghiaccianti realtà. a seconda zonadel ibro è compressa nel pensierodi P.dick e forse gli fa un po’ il verso. Se nela prima parte il b/n spunta con e alusioni a Munch, Schiele, e a presenza inquietantedi Strindberg in persona, a seconda celadietro a politicizzazionedel’intero pianeta obbligatodale nuovi costituzioni a regole spartane, il cui moderno icurgo cede il posto al’asse cattolico americana sempre presente e attuale nela realtà quotidiana, una realtà attualissima e pericolosamente vicina al suo ultimo atto. Il finale è epico, ancestrale, con forti riferimenti a Nietzsche e al suo pensiero tutto. ’ho trovato proprio un gran bel ibro.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788881766253
ISBN-10
8881766256
Titolo
L'ultimo libro
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2004
Collana
Pagine
105
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Consegna GRATIS con Corriere in ITALIA per ordini da 49,00 €

autentico, grezzo, belo Quando ho preso in mano questo ibro ho pensato guardando a copertina: potrebbe essere un ibro fattod’immagini che si muovonodal bianco e nero verso i colori e viceversa. Solo eggendolo poi, ho appreso che a mia intuizione aveva centrato perfettamente il bersaglio. Il romanzo,diviso indue parti narradi un giovane, scuro, teatrale, visionario e affascinante, che prende in mano a sua vita e inizia un peregrinare ento, acuto, insondabile, che o porta ad attraversare Berlino, a Scandinavia, scoprendo ’amore, il primo e indimenticabile, per una ragazzina straordinariamente sorridente. ’amicizia vera, quela paterna, particolare, quasi viscida nela sua morbosa malia. Tutto questo concatenarsidi episodi sono solo a bozzadel quadro astratto che pian piano vadelineandosi e che, nela seconda parte, svelerà agghiaccianti realtà. a seconda zonadel ibro è compressa nel pensierodi P.dick e forse gli fa un po’ il verso. Se nela prima parte il b/n spunta con e alusioni a Munch, Schiele, e a presenza inquietantedi Strindberg in persona, a seconda celadietro a politicizzazionedel’intero pianeta obbligatodale nuovi costituzioni a regole spartane, il cui moderno icurgo cede il posto al’asse cattolico americana sempre presente e attuale nela realtà quotidiana, una realtà attualissima e pericolosamente vicina al suo ultimo atto. Il finale è epico, ancestrale, con forti riferimenti a Nietzsche e al suo pensiero tutto. ’ho trovato proprio un gran bel ibro.