Io ti aspetto. Il telefono squilla nella notte. Papà è un pompiere e a lui non piace proprio
tirarsi indietro, anche se l'incendio che l'ha buttato giù dal letto è
scoppiato a Chernobyl, alla centrale nucleare. La piccola Marija è nella sua
stanza, ma le voci dei genitori che discutono la svegliano. Mamma è
arrabbiata: "Non andare, non è il tuo turno. La centrale è pericolosa!". Ma
papà la tranquillizza: gli impianti sono sicuri, i sistemi di intervento tra i
più avanzati del mondo. Con quelle parole esce di casa, per sempre. Un'altra
voce, anni dopo, rompe il silenzio della notte. Due bambine sono costrette a
svegliarsi. "Tu, tu! Prendete le vostre cose! Si parte!". Spaventate, incerte,
intontite dal sonno, le piccole raccolgono le loro poche cose. Senza una
spiegazione, le bambine vengono inghiottite dal buio della steppa. Un lungo
tragitto in autobus, e poi l'aeroporto. Tra chi sale sul volo charter c'è
anche Natasha, sette anni, spaurita e già provata dalla vita. Tra poche ore
scoprirà che almeno da quel viaggio non ha niente da temere. La pista
d'atterraggio è quella di Cagliari, Sardegna, Italia. Là l'attendono il sole,
il caldo, la luce. E soprattutto Annalisa, che l'accoglie a braccia aperte e
la colma delle carezze e delle attenzioni che Natasha non ha mai avuto. I
destini di Marija e Natasha si svolgono paralleli e contrari. Dalla stessa
tragedia, il terribile scoppio del reattore numero 4 di Cernobyl, nascono vita
e morte, solitudine e calore umano. E perfino una nuova speranza.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788856614701
ISBN-10
8856614707
Titolo
Io ti aspetto
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Pagine
319
Genere
Classificazione
Argomenti
Punti Accumulabili
€ 17.00
IO TI ASPETTO Buon ibro, ben strutturato nela sua semplicità. a storiadei bambinidi Chernobyl arriva al cuoredel ettore come una piuma e vi si annida senza che ce ne si accorga.dopo tanti anni stupisce che uno scrittore abbia voluto ricordare quela tragedia: chi non ’ha vissuta impara a capire cosa successe e chi, invece, c’era è stato risvegliatoda questo ibro. Bravo uca Castelitto|