Un colpo di bacchetta trasforma la corte dorata in un serraglio di belve ululanti.
Il mago Maugraby, servitore di Zatanai, percorre i regni d'Oriente trasformando regnanti in schiavi per consolidare il proprio dominio occulto attraverso una scia di metamorfosi e rovine.
L'oscurità segue le sue orme mentre i palazzi di Persia e Tartaria crollano sotto il peso di un sortilegio ancestrale. Maugraby non cerca solo il caos, ma la sottomissione sistematica di ogni dinastia regnante, utilizzando le viscere della Terra come prigione per chiunque osi opporsi alla sua volontà di ferro. Le sale decorate si svuotano dei loro nobili abitanti, sostituiti da creature bestiali che vagano in silenzio tra i troni di seta.
Tutto diviene cenere.
Un’antica voce, quella di una Sherazade dal timbro graffiante, si leva tra le macerie del Settecento per raccontare questa ascesa del mago Maugraby nei regni di Egitto. L’inquietudine di un’epoca si riflette in ogni rapimento, costruendo una trama di magia nera che intreccia il destino dei sovrani perduti con la brama inesauribile di chi serve forze ultraterrene, cercando di mantenere intatto il proprio potere oscuro su ogni lembo di terra conquistata.
Il trono di Maugraby trema sotto l'eco di una voce narrante che non ha ancora finito di svelare ogni segreto.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa fantastica del Settecento.
✔ Appassionati di cicli narrativi ispirati a tradizioni orientali.
Perché è diverso
Il testo reinventa la struttura delle novelle orientali attraverso una Sherazade atipica, la cui voce roca incarna le inquietudini del secolo dei Lumi. L’opera fonde l’immaginario mitologico con una cupezza inedita, trasformando il tropo del mago in una figura di sadismo sistematico e ambizione geografica.
Dettagli Bibliografici
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