La traduzione. Soprannominato il "Jean Genet italiano" per le esperienze di vita comuni a
quelle dell'autore francese, Silvano Ceccherini iniziò la sua carriera di
scrittore in carcere, mentre scontava una lunga condanna. "La traduzione", suo
primo romanzo, fu pubblicato da Feltrinelli nel 1963, durante gli ultimi mesi
di reclusione, ricevendo da subito l'attenzione e l'appoggio della critica
italiana per la forza evocativa e l'originalità della sua scrittura. Grazie a
Carlo Cassola, l'opera arrivò nelle mani di Giorgio Bassani, il quale scrisse:
"Non abbiamo mai avuto molta fiducia nella letteratura dei non letterati, ma
una volta tanto abbiamo avuto torto, torto marcio". Il titolo del romanzo
allude al viaggio di trasferimento in treno, da un carcere a un altro, di un
detenuto malato di cuore e di nostalgia. Nonostante la semplicità della trama,
la potenza e la profondità descrittiva dell'autore ci aprono la porta su un
mondo che le persone libere ignorano, attraverso un detenuto che osserva,
assapora e pensa la realtà attraverso piccole cose: il paesaggio, una bella
ragazza che corre, una famiglia in attesa sulla pensilina della stazione; e
poi le conversazioni fatte di poche parole tra carcerati, il gesto gentile di
una guardia, il gusto di un cibo che non sia il rancio della galera.
Introduzione di Filippo Bologna.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788861927971
ISBN-10
8861927971
Titolo
La traduzione
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2014
Collana
Pagine
254
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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