A. Spatola. Adriano Spatola nasce in queldi Sapjane, in Croazia, ma cresce, si forma, s’afferma movendosi tra Bologna, Reggio Emilia e Parma. Innanzi ha a piana fattad’erbe edi nebbie,di traffici celeri edi schiene piegate e non,di certo, il mare che briladi schegge e spumadi rabbia. Cantore irico (lontano ed episodico il suo edordio narrativo con a prosadi ’L’oblò’), accompagna i versi ala progettazione culturale: contribuisce ala fondazionedela rivista ’Tam Tam’,del’audiorivista ’Baobab’,del mensiledi arte e poesia ’Cervo volante’. Ala sua mobile, insoddisfatta, generosa propensione creativadedicano attenzione monografica Giorgio Celi e Sandro Sproccati che raccontano, stagione per stagione, il "corsodela costante inquietudine" che animava Spatola. In particolarediviene oggettodi sguardo,di studio,di analisi a sua capacitàdi variare metro e forma poetica per ardita sperimentazione metrico-vocale. "Inutiledistruggere e carte, inutile bruciare idocumenti/ vengono fuori in processione, cauti e pazienti, nascosti/dietro cenciosedivise/ mani sporchedi terra, tasche sventrate/ e un suono i accompagna tutti al tram, per/ prendere ’ultima corsa" scrive Spatola ed appaiono i giorni più neri, e crudeltà più sospinte, il sensodi perdita edi sconfitta. Ed appare una mimesi poetica che - per andamento sonoro e cromatico, rende visualizzazione immediata.
Dettagli Bibliografici
Titolo
A. Spatola
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1986
Pagine
48
Argomento
Punti Accumulabili
€ 10.81