Aghi di pino. Siamo aghi di pino tra le braccia del vento, lui ci soffia via e noi ci
illudiamo di volare. Siamo pagine bianche, nulla è già scritto ed è sempre
possibile scrivere e leggere tutto perché niente è più ricco e più completo di
una pagina bianca. Questo siamo... e c'è solo un modo per arrivare in fondo:
lasciarsi portare. Scivolare come l'acqua che scende irragionevole e insensata
durante un forte temporale. E bella da guardare, contro la luce satura dei
lampioni, da cercare con la lingua agli angoli della bocca o fermare con le
mani. Dovremmo imparare da queste gocce, che non vanno mai in giro sole, che
non fanno nulla per distinguersi le une dalle altre, che hanno tutte identica
forma, identica voce, identica consistenza; che non hanno colore, ma si
accontentano di prendere in prestito quello che trovano, che si adattano a
qualunque condizione, senza alterarsi mai, senza soffrire, né perdersi, né
scomparire del tutto, e anche quando non le vediamo più, tornano. Tornano
sempre. "Aghi di pino" ha vinto il secondo premio sezione Narrativa della II
edizione 2008 del Premio Letterario Città di Castello.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788850004201
ISBN-10
8850004206
Titolo
Aghi di pino
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2009
Collana
Pagine
58
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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