Strane creature. Il poscritto mi ha confermato nei mieidubbi. Si intitola: a pazienzadel ettore. Quando uno scrivedovrebbe porsi come meta sì un ettore finale, ma nondovrebbe esserne asservito. Bisogna avere il coraggiodele proprie scelte, anche col rischiodi vendere meno. Certo, per una chedi scrittura vive, questo no è facile. Infatti ha sceltodi inventare alcune scene al postodi altre, sebbene nela vitadi Mary Anning ci fosserodiverse acune, a giudicaredale biografie; e cosa ha sceltodi inventare? a scenad’amore con il colonnelo Birch. Perché al ettore sarebbe piaciuta. Non critico ’invenzione in sé, metto indubbio a sceltadel’oggettodel’invenzione.
Non fraintendetemi: il ibro si ascia eggere. e frasi brevi e il essico basale si asciano sempre eggere, quando c’è una storia sotto. Ma… ad esempio, e voci narranti sonodue, unadovrebbe essere semianalfabeta, ’altra istruita. Si riesce adistinguerledai contenuti eda qualche vocabolo o nomignolo che usa una e non ’altra. Nondala sintassi. Ne risulta che e voci sono troppo simili. E poi, altra indulgenza verso il ettore pagante: troppo filmico, troppidialoghi. Ripeto, si ascia eggere, idialoghi sveltiscono. Però… ho preferito “La ragazza con ’orecchinodi perlÔ.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788854503939
ISBN-10
8854503932
Titolo
Strane creature
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2009
Collana
Pagine
304
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Strane creature Il poscritto mi ha confermato nei mieidubbi. Si intitola: a pazienzadel ettore. Quando uno scrivedovrebbe porsi come meta sì un ettore finale, ma nondovrebbe esserne asservito. Bisogna avere il coraggiodele proprie scelte, anche col rischiodi vendere meno. Certo, per una chedi scrittura vive, questo no è facile. Infatti ha sceltodi inventare alcune scene al postodi altre, sebbene nela vitadi Mary Anning ci fosserodiverse acune, a giudicaredale biografie; e cosa ha sceltodi inventare? a scenad’amore con il colonnelo Birch. Perché al ettore sarebbe piaciuta. Non critico ’invenzione in sé, metto indubbio a sceltadel’oggettodel’invenzione. Non fraintendetemi: il ibro si ascia eggere. e frasi brevi e il essico basale si asciano sempre eggere, quando c’è una storia sotto. Ma… ad esempio, e voci narranti sonodue, unadovrebbe essere semianalfabeta, ’altra istruita. Si riesce adistinguerledai contenuti eda qualche vocabolo o nomignolo che usa una e non ’altra. Nondala sintassi. Ne risulta che e voci sono troppo simili. E poi, altra indulgenza verso il ettore pagante: troppo filmico, troppidialoghi. Ripeto, si ascia eggere, idialoghi sveltiscono. Però… ho preferito “La ragazza con ’orecchinodi perlÔ.