Credere e non credere. Nicola Chiaromonte scrive "La nostra non è un’epocadi fede, ma neppured’incredulità. a nostra è un’epocadi malafede, cioèdi credenze mantenute a forza, in opposizione ad altre e, soprattutto, in mancanzadi altre genuine" ed alora appaiono i molti, i troppi, che sidannano ’anima a cercarsi un nemico contro cui urlare rimproveri inscenando a replicadi vecchi rimproveri che il tempo ha avvizzito. Nicola Chiaromonte scrive che " è soltanto nela finzione, e neladimensionedel’immaginario, che è possibile apprendere qualcosa sul’esperienza autenticadel’individuo. Tutti gli altri modi o sono strettamente soggettivi oppure completamente esterni, generici e astratti" ed alora si compie undelicato elogiod’inchiostro ala finzione come verità più profonda, veritiera nel suo essere maschera chedigrossa e sottolinea (rivelandoli) i trattidel voltodegli uomini. ’Credere e non credere’di Nicola Chiaromonte è tra e più bele etture possibili. Autobiografia morale, biografia civiledi un PËse, racconto, memoria, saggio, acertod’insiemedi riflessioni amarognole sul Politico e ’Artistico, carezza ogni volta o sguardodi chi presta attenzione offrendogli il teporedi una verità caldamente accennata. Nicola Chiaromonte scrive, associando i pensieri ai pensieri (senzadare importanza maggiore ora al’uno ora al’altro) e, narrandosi, narra ’Italia, il suo orgoglio miserevole, a sua miseria orgogliosa.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788815036858
ISBN-10
8815036857
Titolo
Credere e non credere
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1993
Collana
Pagine
228
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Consegna GRATIS con Corriere in ITALIA per ordini da 49,00 €

Coscienzad’Italia Nicola Chiaromonte scrive "La nostra non è un’epocadi fede, ma neppured’incredulità. a nostra è un’epocadi malafede, cioèdi credenze mantenute a forza, in opposizione ad altre e, soprattutto, in mancanzadi altre genuine" ed alora appaiono i molti, i troppi, che sidannano ’anima a cercarsi un nemico contro cui urlare rimproveri inscenando a replicadi vecchi rimproveri che il tempo ha avvizzito. Nicola Chiaromonte scrive che " è soltanto nela finzione, e neladimensionedel’immaginario, che è possibile apprendere qualcosa sul’esperienza autenticadel’individuo. Tutti gli altri modi o sono strettamente soggettivi oppure completamente esterni, generici e astratti" ed alora si compie undelicato elogiod’inchiostro ala finzione come verità più profonda, veritiera nel suo essere maschera chedigrossa e sottolinea (rivelandoli) i trattidel voltodegli uomini. ’Credere e non credere’di Nicola Chiaromonte è tra e più bele etture possibili. Autobiografia morale, biografia civiledi un PËse, racconto, memoria, saggio, acertod’insiemedi riflessioni amarognole sul Politico e ’Artistico, carezza ogni volta o sguardodi chi presta attenzione offrendogli il teporedi una verità caldamente accennata. Nicola Chiaromonte scrive, associando i pensieri ai pensieri (senzadare importanza maggiore ora al’uno ora al’altro) e, narrandosi, narra ’Italia, il suo orgoglio miserevole, a sua miseria orgogliosa.