Cieli di terra. Salvatore Gurrado:è a famosa Araba fenice, il favoloso uccelo mitologico che rinascedale proprie ceneri. a raccolta poeticadela Colana Poesia e vita, volume 11 Cielidi Terra,nasce come ’annotazione in versidi una evoluzione. Una evoluzione nela vitadei poeti, ’evoluzionedele cose che cambiano, ’evoluzionedel campo profondodel’animo umano:l’amore, ildolore, a gioia, ildiverso. Sule alidi questi versi si viene trasportati in un’evoluzionedel’anima, ogni poeta in questa raccolta porta con sé questo patibolo sia nelo stile che nela tematica. I poeti svelano a nascitadi uno sconvolgimento interiore teso verso un amore profondo e forte. In "Arterie"di Salvatore Gurrado questo amore profondo e questo sconvolgimento viene apportatodala matricedeldolore findala sua nascita, il poeta avverte quela tensione verso ildolore che trasforma findal principio a sua sensibilità fino a piombare con ui nei meandri più segretidi questo abissale patibolo. Quando ormai tutto sembra finito nel’indolenza, ecco che come ’Araba fenice il poeta risorgedale sue ceneri, cosi e sue giornate ente edifficilida vivere ancora, rinasconodala propria poesia, poesia e vita,da cui si fa fiorire un nuovo sentimentod’amore. o stile nele iriche appare moderno,apparentemente ascia in secondo piano a rima, ma senza trascurare per questo ’assonanza, a sonorità struggente aldolore, e anche a ricercatezzadel inguaggio viene rivolta e messa in evidenziadal poeta Gurrado come quela anima chediventa vetro, queladimensione forte ma che in un’ attimo sidecompone in mile pezzi, il cuore brucia e si fa respiro, e viene trasportato viadal vento. In Valentina Franco ildolore assume un’altra forma quela sua vis-espressiva viene sottolineata quela capacitàdi sconvolgimentodel cuore a guardare oltre, nele piccole cose, a Valentina rasenta queldoloredel inguaggio chediviene ermetico per comunicare undisagio ai suoi intimi famigliari. In Giustino Mucci troviamo versi che sono schegge nel tramonto. Ultima in ordinedi apparizione ma non per questo meno importante Cristina Pelucchi, nela poetessa appare chiara giàdai primi versi quela maturitàd’emozione in unadonna che completa il suo percorso appena raggiunto quel intimodesiderio ala rivadel sogno che trova a sua uce neidiamanti, quela uce chediviene nela Cristina una missionedi vita, un sogno al suo risveglio, purezza impida che ognidonna nutre nel suo cammino, i versi sono quel cristalo talmente beloda non essere stato appaltatoda nessun padrone, il suo sogno. In conclusione Cielidi terra si presenta come una raccoltadi iriche fattedi persone che sono fattedela stessa materiadei sogni, per parafrasare Gurrado "non è che si possa scrivere quel che ho sentito, ma io ho capito quel che non avevo mai capito, e cioè che il senso, nela poesia, è un apparizione che scompare".
poesiËvita.com
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788865910153
ISBN-10
8865910151
Titolo
Cieli di terra
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
74
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
€ 10.00
Arterie . Salvatore Gurrado ’Araba fenice. Salvatore Gurrado:è a famosa Araba fenice, il favoloso uccelo mitologico che rinascedale proprie ceneri. a raccolta poeticadela Colana Poesia e vita, volume 11 Cielidi Terra,nasce come ’annotazione in versidi una evoluzione. Una evoluzione nela vitadei poeti, ’evoluzionedele cose che cambiano, ’evoluzionedel campo profondodel’animo umano:l’amore, ildolore, a gioia, ildiverso. Sule alidi questi versi si viene trasportati in un’evoluzionedel’anima, ogni poeta in questa raccolta porta con sé questo patibolo sia nelo stile che nela tematica. I poeti svelano a nascitadi uno sconvolgimento interiore teso verso un amore profondo e forte. In "Arterie"di Salvatore Gurrado questo amore profondo e questo sconvolgimento viene apportatodala matricedeldolore findala sua nascita, il poeta avverte quela tensione verso ildolore che trasforma findal principio a sua sensibilità fino a piombare con ui nei meandri più segretidi questo abissale patibolo. Quando ormai tutto sembra finito nel’indolenza, ecco che come ’Araba fenice il poeta risorgedale sue ceneri, cosi e sue giornate ente edifficilida vivere ancora, rinasconodala propria poesia, poesia e vita,da cui si fa fiorire un nuovo sentimentod’amore. o stile nele iriche appare moderno,apparentemente ascia in secondo piano a rima, ma senza trascurare per questo ’assonanza, a sonorità struggente aldolore, e anche a ricercatezzadel inguaggio viene rivolta e messa in evidenziadal poeta Gurrado come quela anima chediventa vetro, queladimensione forte ma che in un’ attimo sidecompone in mile pezzi, il cuore brucia e si fa respiro, e viene trasportato viadal vento. In Valentina Franco ildolore assume un’altra forma quela sua vis-espressiva viene sottolineata quela capacitàdi sconvolgimentodel cuore a guardare oltre, nele piccole cose, a Valentina rasenta queldoloredel inguaggio chediviene ermetico per comunicare undisagio ai suoi intimi famigliari. In Giustino Mucci troviamo versi che sono schegge nel tramonto. Ultima in ordinedi apparizione ma non per questo meno importante Cristina Pelucchi, nela poetessa appare chiara giàdai primi versi quela maturitàd’emozione in unadonna che completa il suo percorso appena raggiunto quel intimodesiderio ala rivadel sogno che trova a sua uce neidiamanti, quela uce chediviene nela Cristina una missionedi vita, un sogno al suo risveglio, purezza impida che ognidonna nutre nel suo cammino, i versi sono quel cristalo talmente beloda non essere stato appaltatoda nessun padrone, il suo sogno. In conclusione Cielidi terra si presenta come una raccoltadi iriche fattedi persone che sono fattedela stessa materiadei sogni, per parafrasare Gurrado "non è che si possa scrivere quel che ho sentito, ma io ho capito quel che non avevo mai capito, e cioè che il senso, nela poesia, è un apparizione che scompare". poesiËvita.com