Il profumo di cipria e sigarette aleggia pesante tra le tende di velluto di una camera parigina mai del tutto illuminata dal sole.
Léa, una cortigiana giunta all'autunno della vita, intraprende una relazione con Fred Peloux, un giovane viziato soprannominato Chéri, in un gioco di dipendenze affettive e decadenza mondana.
L'appartamento di Léa è un santuario dove il tempo sembra cristallizzato in sete preziose e riflessi di specchi dorati, mentre Chéri si muove con l'incoscienza tipica di chi non ha mai conosciuto la rinuncia. La loro è una passione scandalosa tra Léa e Chéri che non ammette intrusioni, protetta dall'opulenza di una Parigi che vive di apparenze.
Tutto muta.
Sotto la superficie della pelle levigata emerge l'ombra della vecchiaia, una minaccia silenziosa che corrompe la bellezza di lui e le certezze di lei. Le convenzioni sociali impongono un distacco inevitabile, costringendo i due a confrontarsi con i propri fantasmi personali durante un periodo di transizione tra la Belle Époque e il disincanto contemporaneo. Il legame si sgretola nei silenzi carichi di risentimento, lasciando spazio a una solitudine che non conosce rimedio, dove ogni gesto di seduzione si trasforma in una ferita aperta destinata a non rimarginarsi mai in questo microcosmo spietato.
Le tende si chiudono definitivamente su un riflesso spento, lasciando solo l'amaro sapore di una giovinezza perduta per sempre.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa francese primo Novecento.
✔ Chi segue la letteratura di costume parigino.
Perché è diverso
La narrazione evita le facili morali per immergersi nella spietata anatomia di un legame basato unicamente sull'effimero. La costruzione psicologica dei protagonisti ribalta i ruoli di potere tradizionali, trasformando la decadenza di un'epoca nella cornice fisica del loro crollo interiore.
Dettagli Bibliografici
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