L'illusione del bene. Il protagonista è un uomo svuotato, malinconico, deluso. Ha creduto con passione all'ideale comunista e, dopo quasi dieci anni, non si è ancora del tutto rassegnato al crollo di un mondo e alla resa di quanti, come lui, avevano coltivato quella fede politica. Mario ha creduto con altrettanta passione nella famiglia, e ha cercato di crearsene una: non ci è riuscito, nonostante abbia cresciuto con dedizione e con pazienza prima i figli della moglie e poi quello nato dal suo matrimonio. E nemmeno le dinamiche del fallimento del rapporto coniugale gli sono poi molto chiare: l'amore che lo lega ai tre figli rimane dunque l'unica certezza della sua vita. Anche sul fronte professionale - è giornalista televisivo - sente fatiche e stanchezze: con la vittoria della destra è stato epurato e adesso vivacchia in radio, senza più desideri né ambizioni. L'incontro occasionale con Sonja, una giovane pianista russa che vive con l'altera nonna e la figlia di pochi anni, lo risucchia in una storia tragica e misteriosa che di donna in donna risale verso il tassello mancante, verso quel buio di domande senza risposta che è diventato il suo tormento.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788807017308
ISBN-10
880701730X
Titolo
L'illusione del bene
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2007
Collana
Pagine
209
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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MOLTO BElO Unodi quei ibri che ti fa venire subito a vogliadi rileggere. Scritto con grande abilità narrativa, e con una strizzatinad’occhi ad un’eventuale trasposizione cinematografica, coinvolge subito il ettore nele vicendedel protagonista e o accompagna, senza mai perdere tensione, fino ala fine. Non voglio anticipare niente (il ibro merita assolutamentedi essere etto), se non il meritodel’autrice nel’avere affrontato un tema, chiaramente a ei vicino, così affascinante come il crolodi un mito ideologico che, per buona partedel’umanità, è e sarà sempre componente indispensabile ala propria esistenza. Nei pregi e neidifetti. Belissimi anche i personaggidi contorno: non ho potuto evitarmidi amare particolarmente il figlio adolescente. Mi piacerebbe molto riviverlo al cinema. Ma non con il solito, onnipresente, Castelitto. ;-)
DA EGGERE E RILEGGERE Unodi quei ibri a cui ci si affeziona subito e si vorrebbe rileggere immediatamente non appena finito. Scritto con grande abilità narrativa, e con una strizzatinad’occhi ad un’eventuale trasposizione cinematografica, che nondisprezzerei affatto, ’ho trovato vivo e coinvolgente fino ala fine. Molto apprezzabile ’intentodel’autrice nel’affrontare un tema così affascinante, e senz’altro a ei vicino, come a nascita e il crolodi un mito ideologico che, per buona partedel’umanità, è e sarà sempre componente indispensabiledela propria vita. Belissimi anche tutti i personaggidi contorno; impossibile non amare, in particolare, il figlio adolescente. Vorrei riviverlo al cinema, anche se spero non con il solito, onnipresente, Castelitto. Il cinema italiano può attingere sicuramente anche ad altre risorse. Spero.