Proprietà perduta. Dal 28 al 30 giugno 1979 a Castelporziano, su un palco precariamente issato sulla sabbia, va in scena - complice il geniale assessore Renato Nicolini - il Festival internazionale dei poeti. Franco Cordelli ne è l'ideatore insieme a Simone Carella e Ulisse Benedetti, anime di un teatro dell'underground romano, il Beat 72. Insieme agli italiani, da Antonio Porta ad Amelia Rosselli, da Dario Bellezza a Valentino Zeichen, arrivano poeti da tutto il mondo, da Amiri Baraka ad Allen Ginsberg e William Burroughs, da Evgenij Evtusenko a Marcelin Pleynet, da Erich Fried a David Gascoyne. I mille spettatori della prima sera, la terza sono trentamila. La poesia, da stanza separata per anime elette, d'improvviso si fa moda, fenomeno di costume, isteria collettiva. Scoprono di dover salire sul palco, quei tutti, bisognosi di "esprimersi". Il successo non modifica l'impianto di quello che Cordelli ha concepito come esperimento di "avanguardia per le masse": un gesto concettuale che l'anno dopo viene replicato - nello spazio antitetico di Piazza di Siena, a Villa Borghese - per paradossalmente dimostrarne l'irripetibilità. Durante la preparazione del secondo festival mette mano, Cordelli, a un testo che scrive in preda a una specie di raptus (anche se lo pubblicherà per Guanda solo nell'83). "Proprietà perduta" è insieme il diario-reportage dei due Festival ma soprattutto quello che definisce un "romanzo con i poeti", nel quale il primo dei personaggi è quello che dice "io".
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788899793081
ISBN-10
8899793085
Titolo
Proprietà perduta
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2016
Collana
Pagine
262
Genere
Classificazione
Argomento
Punti Accumulabili
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