Il ruggito della tigre squarcia il silenzio dell’arena, mentre la polvere rossa di Seringapatam si solleva sotto le zampe del predatore.
Richard Sharpe, recluta dell'esercito britannico, si infiltra nel palazzo del sultano Tippu Sahib per mappare le difese nemiche prima dell'assalto decisivo.
Uniformi logore e volti segnati dal sole indiano nascondono le reali intenzioni degli emissari inviati dai britannici nel cuore del regno. Sharpe sfrutta la sua indole irrequieta per guadagnarsi l'accesso ai corridoi del potere, movendosi tra intrighi di corte e spionaggio tattico a Seringapatam.
Il rischio era immenso.
Un minimo passo falso di fronte alle guardie del sultano rivela la sua copertura, trasformando un’infiltrazione calcolata in una trappola mortale senza via d'uscita. Il giovane soldato affronta la sfida cerimoniale contro la tigre, un confronto brutale dove l'astuzia bellica non basta più a proteggerlo dalle zanne del felino. Questa prova definitiva mette a nudo la sua capacità di sopravvivenza in un territorio dove ogni alleanza è fragile come carta bruciata.
Il sangue che macchia la sabbia dell'arena segna il limite estremo tra la vita di un uomo e il suo annientamento definitivo.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa bellica ambientata in India.
✔ Chi segue la letteratura di avventura coloniale britannica.
Perché è diverso
Il testo scardina la classica figura dell'eroe senza macchia, concentrandosi sulla fragilità di un soldato inesperto inserito in una dinamica di spionaggio ad alto rischio. L'ambientazione storica specifica e la brutalità dell'arena trasformano lo scontro bellico in una lotta personale per la sopravvivenza.
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