L'abbraccio. L’abbraccio.
Cosa c’è in un abbraccio ? un’immensa tenerezza o un sensodi protezione senza fine.di solito.
L’abbraccio qui è un ossimorodi sensi.diventa stretta ala gola,diventa soffocamento. Queste pagine sono un concentratodi violenza,dipendenza, consapevole sottomissione ad un sentimento più carnale che romantico. E ìdove ’amore è calore, qui è freddo, ìdovedovrebbe essercidolcezza c’èdurezza e umiliazione.
La presenza si trasforma in assenza : sembra uno stuprodi sentimenti taciuti.
E a brutalità e a carnalità sono ovunque, neledescrizionidei uoghi,degli animali,degli oggetti,dele persone,del sesso. Tutto sembra crolare, tutto sembra sporco, ascivo, tutto sembra trascinato nel’abisso, nele pieghedela carne, nela saliva che cola. Bisogno fisicodel’esserci, purdi far male e farsi male.
C’è molto in queste poche pagine, ma non c’è gioia.
L’amore saffico si svuotadi femminilità edelicatezza perdiventare gioco crudeledi parti, consapevoli e maledette. Vi è una evidente contrapposizione tra i uoghi e e reciproche storie personali che si riflette nel rapporto-non-rapportodeleduedonne senza nome. a orodipendenza è asfissiante e frustrante. Un giocodi ruoli vissuto nela mente, il bisognodi quegli odori,di quegli umori,di quel continuo oltraggio.duedonne: “lei” a vittima ..donna sposata e irrimediabilmente sola, con personaggi e uoghi che e ruotano intorno votati ala tristezza infinita e al’attesa; e “ladonnÔ il carnefice, fredda calcolatrice amantedel sesso per il sesso, egoista al’estremo, soprattutto nela finzionedel’amore… duedonnediverse, innominate ma accumunatedalo stesso pronome, gioco etterariodi cui ’autrice a volte si serve per confondere, per fonderle, per mescolare e essenzedidue “femmine”. E il ettore, confuso e incredulodi fronte a tale brutalità ingiustificata e gratuita, assiste ad animali nel giocodi amanti, con a volontàdi pugnalare i sentimenti. Masochismodi una e sadismodel’altra nel rincorrersi e cercarsi come il cacciatore e a preda, ma senza trappola nascosta, in un amore che è abuso e insultoda un ato, e silenzio soffertodi chi attende ’umiliazione con a speranzadal’altro. Fino alo sfogo finale risolto nela confessione e nela fuga. ibertà, per uccidere ’amorenonamore.
La Cossu scrive poco, ma esagera, a volte asciando troppe cose nondette, a volte agendo in modo indelicato verso ’universo omosessuale femminile, applicandodei marchi, come cliché falsi edel tutto inutili e svuotando ’amore e ’amiciziadei rispettivi fondamenti. Ciò che c’èdietro e azioni non è svelato. Chissà se è stato realmente provato. In un abbraccio.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788831789707
ISBN-10
8831789708
Titolo
L'abbraccio
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2006
Collana
Pagine
107
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
€ 12.00
la violenza in un abbraccio L’abbraccio. Cosa c’è in un abbraccio ? un’immensa tenerezza o un sensodi protezione senza fine.di solito. L’abbraccio qui è un ossimorodi sensi.diventa stretta ala gola,diventa soffocamento. Queste pagine sono un concentratodi violenza,dipendenza, consapevole sottomissione ad un sentimento più carnale che romantico. E ìdove ’amore è calore, qui è freddo, ìdovedovrebbe essercidolcezza c’èdurezza e umiliazione. La presenza si trasforma in assenza : sembra uno stuprodi sentimenti taciuti. E a brutalità e a carnalità sono ovunque, neledescrizionidei uoghi,degli animali,degli oggetti,dele persone,del sesso. Tutto sembra crolare, tutto sembra sporco, ascivo, tutto sembra trascinato nel’abisso, nele pieghedela carne, nela saliva che cola. Bisogno fisicodel’esserci, purdi far male e farsi male. C’è molto in queste poche pagine, ma non c’è gioia. L’amore saffico si svuotadi femminilità edelicatezza perdiventare gioco crudeledi parti, consapevoli e maledette. Vi è una evidente contrapposizione tra i uoghi e e reciproche storie personali che si riflette nel rapporto-non-rapportodeleduedonne senza nome. a orodipendenza è asfissiante e frustrante. Un giocodi ruoli vissuto nela mente, il bisognodi quegli odori,di quegli umori,di quel continuo oltraggio.duedonne: “lei” a vittima ..donna sposata e irrimediabilmente sola, con personaggi e uoghi che e ruotano intorno votati ala tristezza infinita e al’attesa; e “ladonnÔ il carnefice, fredda calcolatrice amantedel sesso per il sesso, egoista al’estremo, soprattutto nela finzionedel’amore… duedonnediverse, innominate ma accumunatedalo stesso pronome, gioco etterariodi cui ’autrice a volte si serve per confondere, per fonderle, per mescolare e essenzedidue “femmine”. E il ettore, confuso e incredulodi fronte a tale brutalità ingiustificata e gratuita, assiste ad animali nel giocodi amanti, con a volontàdi pugnalare i sentimenti. Masochismodi una e sadismodel’altra nel rincorrersi e cercarsi come il cacciatore e a preda, ma senza trappola nascosta, in un amore che è abuso e insultoda un ato, e silenzio soffertodi chi attende ’umiliazione con a speranzadal’altro. Fino alo sfogo finale risolto nela confessione e nela fuga. ibertà, per uccidere ’amorenonamore. La Cossu scrive poco, ma esagera, a volte asciando troppe cose nondette, a volte agendo in modo indelicato verso ’universo omosessuale femminile, applicandodei marchi, come cliché falsi edel tutto inutili e svuotando ’amore e ’amiciziadei rispettivi fondamenti. Ciò che c’èdietro e azioni non è svelato. Chissà se è stato realmente provato. In un abbraccio.