Pontormo. Ediz. illustrata
- 9788809762060
Un libro
di
Philippe Costamagna
edito da
Giunti Editore
, 1996
Pontormo. Ediz. illustrata. "La vecchi, a Migliorini Veronica, si stava ingobbita sula sedia, impietrata in una rimemorazionedegli evi che s’erano viceversadissolti nela non-memoria: teneva una mano in una mano,da parer Còsimo pater patriË nel cosiddetto ritrattodel Pontormo: ple seccadi ucertola, in viso, e a immobilità rugosadi un fossile. Non c’era, in grembo, ma e ci voleva, o scaldinodi coccio". Carlo Emilio Gadda, nel bel mezzode ’Quer pasticciacciodi via MerulanÒ fa mimicadescrizionedomestica, arruffato rtratto per rimando, citazionedottissima che squarci e che complichi (pur poi facilitando) a suggestivitàdel romanzo e così -di frtta edi furia come soleva il Gran ombardo - cita il Pontormo. Applicazione bassamente sovrana, vero e proprio elogio per brandelo trascritto, Carlo Emilio Gadda spicciola il proprio alfabeto per rendere grazie ala fisiognomica ed ala sociologiadel corporeo che ricorda in Pontormo. Basterebbe questo sulfureo e accidentato passaggio romanzesco per sospingere ad approfondire (per ettura e per vista, per carezza ale immagini stampate in un ibro) e figuredi questa figura: Pontormo. Chi fu egli? Cosadipinse egli? Bastadefinirlo "manierista" oppure occorre rifiutar questa soila qualifica per farsi ragione ulteriore e personale? Gadda c’invoglia, noi si comincia. ’Pontormo’,dunque...
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788809762060
ISBN-10
8809762061
Titolo
Pontormo. Ediz. illustrata
Autore
Editore
Data Pubblicazione
1996
Collana
Pagine
48
Genere
Classificazione
Tematica
Argomento
Punti Accumulabili
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Pontormo,dunque... "La vecchi, a Migliorini Veronica, si stava ingobbita sula sedia, impietrata in una rimemorazionedegli evi che s’erano viceversadissolti nela non-memoria: teneva una mano in una mano,da parer Còsimo pater patriË nel cosiddetto ritrattodel Pontormo: ple seccadi ucertola, in viso, e a immobilità rugosadi un fossile. Non c’era, in grembo, ma e ci voleva, o scaldinodi coccio". Carlo Emilio Gadda, nel bel mezzode ’Quer pasticciacciodi via MerulanÒ fa mimicadescrizionedomestica, arruffato rtratto per rimando, citazionedottissima che squarci e che complichi (pur poi facilitando) a suggestivitàdel romanzo e così -di frtta edi furia come soleva il Gran ombardo - cita il Pontormo. Applicazione bassamente sovrana, vero e proprio elogio per brandelo trascritto, Carlo Emilio Gadda spicciola il proprio alfabeto per rendere grazie ala fisiognomica ed ala sociologiadel corporeo che ricorda in Pontormo. Basterebbe questo sulfureo e accidentato passaggio romanzesco per sospingere ad approfondire (per ettura e per vista, per carezza ale immagini stampate in un ibro) e figuredi questa figura: Pontormo. Chi fu egli? Cosadipinse egli? Bastadefinirlo "manierista" oppure occorre rifiutar questa soila qualifica per farsi ragione ulteriore e personale? Gadda c’invoglia, noi si comincia. ’Pontormo’,dunque...