Il sangue rappreso sulla punta della lancia di Akkad segna il confine tra la sopravvivenza e la fine prematura nel deserto primordiale.
Nel solco di un’era anteriore alla memoria, il cacciatore Akkad guida una compagine eterogenea attraverso territori proibiti, sfidando entità ancestrali per rivendicare il proprio ruolo nel mondo.
Sabbie infuocate accolgono le impronte di Akkad e dei compagni, figure intrecciate dal Caso in un destino di esplorazione di territori primordiali privi di mappe. Le visioni di esseri titanici, celati tra le ombre delle gole basaltiche, costringono il gruppo a un costante adattamento tattico per evitare l’annientamento totale.
Nessuno farà ritorno.
L’ascesa di Akkad passa attraverso il superamento di prove brutali, dove le abilità di cacciatore si scontrano con potenze incomprensibili, frammentando la realtà che un tempo conoscevano. La solidità del gruppo vacilla di fronte all'imposizione di forze che riscrivono la logica stessa della caccia, spingendo verso l'infiltrazione negli antri di entità divine. In questo scenario dove ogni respiro è una concessione, la determinazione individuale diventa l'unica misura possibile per non soccombere alla vastità ostile che circonda le loro fragili esistenze nomadi.
Sotto l'ombra di un dio dimenticato, Akkad solleva lo sguardo verso un orizzonte che non promette alcun perdono.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa fantasy mitologica.
✔ Chi segue la letteratura d'avventura arcaica.
Perché è diverso
L'opera abbandona i canoni classici dell'epica per concentrarsi sulla fragilità umana in un contesto geologico e metafisico ancora informe. La struttura narrativa fonde la crescita del protagonista con la progressiva disintegrazione della realtà circostante.
Dettagli Bibliografici
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