Piccolo testamento. Un giovane scrittore perde, in rapida successione, il suo amico/mentore e anche ’unica ragazza che forse ha mai amato veramente, il primo per una malattia e a seconda per propria manifesta incapacità.
In questo breve romanzo c’è adescrizionedela calda notte in cui il protagonista sembra realizzare finalmente il uttodi questedue perdite (la prima è al centrodel ibro, a seconda molto più marginale) edescrive statid’animo attuali intramezzandoli con a storiadel’amicizia con il suo mentore e a sua conseguentediscesa nela malattia.
Gabrieledadati ’avevo già apprezzato per il suo esordio con a raccoltadi racconti “Sorvegliatodai fantasmi” e in questo ibro rinnovo e mie impressioni sula sue qualità narrative, il testo però è molto altalenante (troppo spazio a personaggi ed eventidi secondo piano, rubato al rapporto principale) e anchedispersivo a mio avviso, mancando qua e à in potenza evocativa, ingrediente base per una storia chedovrebbe trattaredi perdite, morte e utto. In più mi sembra ci sia qualcosadi fondo che stride a fine ettura: il protagonista parladel’umiltàdel suo mentore come unodei tratti principalida apprezzare, umiltà che inveceda queste pagine traspare poco propriodal giovane scrittore (anche se forse, vista ’ampiadifferenzad’età, non sidovrebbedare per certo che abbia già imparato tutto).
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788896999103
ISBN-10
8896999103
Titolo
Piccolo testamento
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2011
Collana
Pagine
117
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Consegna GRATIS con Corriere in ITALIA per ordini da 49,00 €
Scopri gli altri articoli della promo:
Tantissimi libri in promozione sconto
Tantissimi libri in promozione sconto

Piccolo testamento Un giovane scrittore perde, in rapida successione, il suo amico/mentore e anche ’unica ragazza che forse ha mai amato veramente, il primo per una malattia e a seconda per propria manifesta incapacità. In questo breve romanzo c’è adescrizionedela calda notte in cui il protagonista sembra realizzare finalmente il uttodi questedue perdite (la prima è al centrodel ibro, a seconda molto più marginale) edescrive statid’animo attuali intramezzandoli con a storiadel’amicizia con il suo mentore e a sua conseguentediscesa nela malattia. Gabrieledadati ’avevo già apprezzato per il suo esordio con a raccoltadi racconti “Sorvegliatodai fantasmi” e in questo ibro rinnovo e mie impressioni sula sue qualità narrative, il testo però è molto altalenante (troppo spazio a personaggi ed eventidi secondo piano, rubato al rapporto principale) e anchedispersivo a mio avviso, mancando qua e à in potenza evocativa, ingrediente base per una storia chedovrebbe trattaredi perdite, morte e utto. In più mi sembra ci sia qualcosadi fondo che stride a fine ettura: il protagonista parladel’umiltàdel suo mentore come unodei tratti principalida apprezzare, umiltà che inveceda queste pagine traspare poco propriodal giovane scrittore (anche se forse, vista ’ampiadifferenzad’età, non sidovrebbedare per certo che abbia già imparato tutto).