La collezione di bambole racchiusa in una mansarda privata e il misuratore aureo della tagliatella depositato presso la Camera di Commercio segnano l'inizio di una ricognizione urbana alternativa.
Il volume articola il patrimonio bolognese attraverso una serie di luoghi nascosti nel centro storico e nei quartieri limitrofi, superando la canonica rappresentazione delle Due Torri o di Piazza Maggiore. Davide Daghia cataloga decine di deviazioni necessarie, tra cui la meridiana del Guinness dei primati, il campanile incastonato in un altro campanile e le vestigia di castelli interrati sotto l'asfalto. Ogni scheda tecnica integra le coordinate per il ritrovamento, la narrazione del contesto storico e le note pratiche sull'accessibilità, focalizzandosi su reliquie mediche come la Teriaca, sculture visibili solo tramite oblò e rifugi antiaerei riconvertiti in ciclostazioni.
Per chi è
✔ Residenti che esplorano il proprio tessuto urbano
✔ Viaggiatori esperti alla ricerca di siti minori
Perché è diverso
La guida abbandona le descrizioni monumentali per concentrarsi esclusivamente su oggetti, architetture e reliquie di nicchia, fornendo istruzioni precise per il ritrovamento di dettagli altrimenti invisibili al flusso turistico tradizionale.
Dettagli Bibliografici
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