Il paesaggio calabrese si frammenta in una sequenza di mash-up visivi che intrecciano la topografia reale a incursioni oniriche e figure simboliche.
L’opera di Delia Dattilo indaga il territorio attraverso una commistione di linguaggi, sovrapponendo la cronaca dei riti locali a una narrazione che vira verso il surreale. La struttura del volume alterna il resoconto geografico alla rielaborazione immaginifica, trasformando luoghi e miti in saggi visuali sulla Calabria. Oltre ai testi dell’autrice, il volume integra una prefazione firmata da Ermenegilda De Caro e un’analisi di critica d'arte curata da Francesca Londino, elementi che contestualizzano l'approccio sperimentale della narrazione all'interno del dibattito contemporaneo sulle rappresentazioni del paesaggio meridionale.
Per chi è
✔ Lettori interessati alla narrazione del territorio
✔ Studiosi di contaminazione tra arte e letteratura
Perché è diverso
A differenza dei consueti racconti di viaggio, il libro sostituisce la descrizione documentaria con una serie di mash-up grafici che sovrappongono il dato storico all'invenzione onirica.
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