Mannacanu. Mannucanu è il nome di invenzione che evoca il volto di un grande vecchio
saggio forse dalla capigliatura candida. Un po' "Penna bianca" e un po' "mago
della montagna". In questi racconti Mannucanu viene tratteggiato da chi lo
conobbe e lo incontrò da vivo. L'occasione è il momento della sua scomparsa, e
tutto il paese si accorge che senza di lui tutti sono più poveri, e tutti
raccontano il proprio momento di incontro con Mannucanu. Come nella migliore
letteratura sudamericana (Sepulveda, Marquez, Cortazar), nel raccontare
episodico e legato alla personalità di chi racconta, si crea mano a mano la
tela dei ricordi, e la tela avvolge tutti nel suo filo trasparente ma
magicamente resistente. Mannucanu, vero spirito del luogo, a tutti ha dato,
insegnato qualcosa, e da tutti ha ricevuto. La terra sarda imprime alla vita
del piccolo villaggio un ritmo canoro legato ai suoni della natura e della
vita degli umani e degli animali (asini, galline e perfino topi). Con questo
ritmo si svolgono e si avviluppano le narrazioni, guidate, come in una
"contraddanza", dal desiderio di non perdere le proprie radici. La vita è un
gioco, sembra suggerire Mannucanu dalla sua ultima dimora, alla quale tutto il
paese si reca facendo la fila per ore e ore, e i racconti su di lui si snodano
come per una "tombola" di Natale di cinquina in cinquina.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788862114172
ISBN-10
8862114176
Titolo
Mannacanu
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Pagine
82
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
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