Il feretro di donn'Anna varca la soglia di casa Velèna, lasciando dietro di sé il silenzio pesante di un'eredità spezzata.
Anna lascia la sua casa per trasferirsi a Orolà tra i parenti, cercando un nuovo equilibrio tra le mansioni domestiche e le inquietudini della prima giovinezza.
Il trasferimento ad Orolà segna il distacco definitivo dalle sicurezze infantili, costringendo Anna a misurarsi con il peso di una quotidianità severa.
Tutto cambia rapidamente.
Le stanze della tenuta accolgono le sue prime timide confidenze con le cugine, tessendo un legame che protegge ma che presto si incrina sotto il peso di sentimenti mai dichiarati.
La scoperta dell'amore proibito tra le mura di Orolà non è che il preludio di una frattura profonda, dove le ambizioni personali si scontrano con la rigida etica di una famiglia che osserva ogni sguardo sospetto.
Tra le pareti domestiche serpeggia una gelosia silenziosa che consuma le certezze della ragazza, spingendola verso scelte sentimentali in terra di Sardegna che sfuggono al controllo del clan.
Il passato torna a bussare sotto forma di rimpianti mentre il desiderio represso di Anna travolge le convenzioni, trasformando ogni gesto quotidiano in un campo di battaglia emotivo dove la lealtà viene quotidianamente messa a tacere dall'urgenza del cuore.
Un fazzoletto ricamato cade nel cortile, testimone muto di una promessa infranta e di un segreto che nessuno oserà mai pronunciare ad alta voce.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa sarda dell'Ottocento.
✔ Cultori delle dinamiche familiari nei contesti rurali.
Perché è diverso
L'opera si distingue per la capacità di trasformare l'ambiente arcaico in uno specchio delle turbolenze interiori. La narrazione evita le facili idealizzazioni regionali, preferendo scandagliare con precisione millimetrica l'attrito tra il desiderio individuale e la stabilità del nucleo familiare.
Dettagli Bibliografici
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