L’odore della terra brulla e riarsa si attacca alle mani callose di Ulpiano Melis, che scruta l'orizzonte deserto in cerca di un braccio forte per il suo podere.
Nel cuore della Sardegna rurale, un anziano pastore accoglie Luca, un adolescente dallo sguardo risoluto, dando inizio a un'insolita alleanza che scuote l'equilibrio domestico e sentimentale della famiglia.
Ulpiano osserva il giovane muoversi tra i pascoli con una dedizione che placa finalmente la sua lunga solitudine, trasformando la fatica quotidiana in una reciproca stima quasi filiale. Il ragazzo mostra una determinazione fuori dal comune, gestendo con naturalezza le mansioni più gravose della tenuta mentre la quiete regna tra le rocce selvagge.
Tutto sembra perfetto.
L'armonia si sgretola nel momento in cui la nipote Francesca incrocia lo sguardo del nuovo arrivato, innescando una spirale di ossessione adolescenziale nelle campagne sarde che trasforma ogni parola in una sfida silente. Ulpiano assiste impotente a questo gioco di rifiuti e attrazioni, incapace di prevedere come tale tensione travolgerà la stabilità dell'intera casa in questa difficile gestione della manodopera rurale dopo il conflitto. Gli sguardi incrociati di Francesca e Luca celano un groviglio di desideri proibiti, destinato a trascinare ogni membro del nucleo familiare in un vortice inaspettato di disordine e profondo risentimento emotivo.
Il silenzio della casa si incrina sotto il peso di un legame che, nato tra le pecore e il pascolo, finisce per consumare ogni residua forma di serenità familiare.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa sarda del primo Novecento.
✔ Estimatori del realismo rurale di ambientazione storica.
Perché è diverso
La narrazione esplora la dinamica patriarcale attraverso l'intrusione di un elemento esterno che rompe l'equilibrio generazionale. La struttura mette a confronto diretto la saggezza del mondo contadino con l'imprevedibilità di un'ossessione giovanile, evitando idealizzazioni bucoliche.
Dettagli Bibliografici
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