La porta si spalanca su un salotto invaso da paraventi orientali e fumi d'incenso, rivelando una donna avvolta in una vestaglia di seta che sfida ogni rigore della moralità borghese.
Patrick, orfano undicenne catapultato nella caotica New York degli anni Venti, si ritrova sotto la tutela di zia Mame, figura eccentrica che trasforma la propria esistenza in un costante, inarrestabile palcoscenico.
Il lutto improvviso del padre trascina il ragazzo in un vortice di stravaganze, costringendolo a confrontarsi con una donna che reinventa il proprio salotto e la propria identità ad ogni cambio di stagione, anticipando le mode più audaci dell'epoca.
Tutto cambia rapidamente.
L'intreccio si dipana attraverso il turbolento foxtrot di feste newyorkesi, dove le cene eleganti si alternano bruscamente a rovinosi tracolli finanziari, mettendo a dura prova la tenuta morale del giovane protagonista.
Insieme, i due affrontano il peso della Grande Depressione non come una sciagura ineluttabile, ma come un pretesto per trasformare una caduta in disgrazia domestica in una nuova, bizzarra opportunità di sopravvivenza sociale, danzando tra amori passeggeri e audaci colpi di fortuna lungo tre decenni di storia americana.
Il giovane Patrick osserva la figura di Mame svanire tra le nebbie di un nuovo costume, consapevole che nessuna educazione tradizionale avrebbe mai potuto offrire una simile libertà.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa umoristica americana del Novecento.
✔ Appassionati di ritratti di costume nel primo secolo.
Perché è diverso
L'opera sovverte la classica dinamica di formazione, affidando l'educazione di un giovane non alla disciplina, ma alla caotica volubilità di una figura iconoclasta. La narrazione procede per lampi stilistici, rispecchiando l'instabilità emotiva e sociale dei protagonisti attraverso un ritmo che riflette i cambiamenti d'epoca senza mai cadere nella retorica biografica.
Dettagli Bibliografici
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un po’delusa Quando ho avuto notiziadi questo ibro ’ho comprato e etto tuttod’un fiato,ma sono rimasta un pocodelusa...il ibro èdivertente,leggero e si eggerebbe VOLENTIERISSIMO se non fosse per tutte e parolacce che si portadietro.Io sono innamoratadela trasposizione cinematografica che vede una strepitosa Rosalind Russel vestire i pannidi Zia Mame,rendendo il personaggio ala perfezione senza alcuna volgarità.Certo il ibro è più articolato,ma -questo è il mio modesto parere-senza e parolacce e e volgarità che contiene sarebbe stato un ibrodavvero adatto a tutte e età.Per chi non ha