Il fango del Piave si mischia al ferro delle divise, restituendo l’odore acre di una trincea che non ha più confini naturali.
Pietro e Aksel, uniti da un legame infantile lungo le sponde di Nervesa, si ritrovano divisi dalla Grande Guerra a combattersi lungo il fronte veneto.
L’infanzia trascorsa a giocare sulle rive del fiume lascia spazio al rombo dell’artiglieria che costringe Pietro alla leva obbligatoria durante il primo conflitto mondiale. La loro amicizia, cementata da anni di avventure, si trasforma in una sfida muta tra schieramenti contrapposti mentre il peso della Grande Guerra sul Piave logora ogni memoria condivisa. Pietro osserva il terreno battuto dai mortai, ricordando le stagioni trascorse con il compagno austriaco.
Tutto è ormai perduto.
Dall'altra parte, Aksel avanza trascinando il fratello Christopher attraverso una marcia disperata, con la mente frammentata dagli stenti e dai richiami di una terra che non riconosce più. L'incrocio inevitabile avviene tra i resti di Nervesa nel primo conflitto, dove le traiettorie di un tempo si sovrappongono in un ultimo confronto spettrale su una terra che reclama il proprio prezzo di sangue prima della fine delle ostilità.
Il riflesso di una divisa nemica si spezza nelle correnti scure del fiume, sigillando il destino di due vite spezzate dalle baionette.
Per chi è
✔ Lettori di letteratura storica del primo novecento.
✔ Appassionati di narrativa memorialistica bellica europea.
Perché è diverso
L'opera focalizza l'attenzione sulla dissoluzione psicologica dei protagonisti anziché sulle dinamiche belliche, trasformando il paesaggio geografico di Nervesa in un elemento narrativo capace di corroderne la memoria. La struttura narrativa intreccia le linee di vita dei giovani in un unico spazio fisico, dove il fiume non funge da confine, ma da testimone muto di un legame irrimediabilmente infranto.
Dettagli Bibliografici
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