Ma gli androidi sognano pecore elettriche?
- 9788834716076
Un libro
di
Dick Philip K.
edito da
Fanucci
, 2010
Ma gli androidi sognano pecore elettriche?. La San Francisco (del 1992) semi-desertadel ibro è, nel film, una os Angeles (del 2019) perennemente avvoltadal’oscurità, sovraffolata e flagelatada una pioggia incessante, ispirata sicuramente ala peggiore versionedi Honk Kong che possiate immaginare.date e condizionidela Terradopo ’Ultima Guerra Atomica, gli abitanti sono fortemente invitati ad alontanarsidal pianeta per trasferirsi nele colonie extramondo (off-world), sempre che riescano a passare una visita medica che ne accerti ’assenzadi mutazioni genetiche che possano compromettere a prosecuzionedela razza umana. o slogan utilizzato nel ibro è «Emigrate odegenerate! A voi a scelta!», mentre nel film è ’immagine tanto rassicurante quanto incombentedi unadonna cheda uno schermo montato su undirigibile recita «Una nuova vita vi attende nela colonia extramondo. Un’occasione per ricominciare in un Eldoradodi nuove occasioni edi avventure».
Un’altradifferenza fondamentale tra idue media è a figuradel protagonista, Rickdeckard: mentre nel film è un investigatore singleduro e violento, nel ibro apparedecisamente più sottotono perdiversi motivi. È sposato con unadonna che soffredidepressione che non fa nula per uscirne, sfruttando, anzi, il modulatored’umore Penfield, capacedi indurre statid’animo a piacere, per stare peggio. Inoltre, sempre nel romanzo,deckard è incredibilmente ossessionatodaldesideriodi riscatto sociale grazie al’acquistodi un animale vero e proprio con il quale sostituire a propria pecora elettrica: se questo può sembrare ridicolo, si pensi che il falout atomico ha portato al’estinzionedi quasi tutte e specie viventi. Gli animali sonodunque veri e propri status symboldela propria condizione sociale.
Veniamo ora agli androidi, gioielidela scienza e, in particolare, quelidela serie Nexus-6, ormai praticamente indistinguibilidagli esseri umani. Tali replicanti hanno, infatti, un’inteligenza pari a queladei propri creatori e solodegli esperti, tra cuideckard, sono capacidi riconoscerli sottoponendoli al testdi Voigt-Kampff, atto a misurare adifferente velocitàdi reazione rispetto agli esseri umani, a seguitodidomande particolari e mirate a scatenare reazioni empatiche.
Anche in questo senso c’è unadifferenza netta con il film: in quest’ultimo i replicanti sono così umanizzatida indurre facilmente chiunque a simpatizzare con oro,diversamentedal ibro,dove sono freddi calcolatori pronti a sfruttare gli esseri umani per poter ottenere i oro scopi.
Oltre a quanto giàdetto, ciò che rende memorabile questo romanzo è a questione fondamentale su cui fa riflettere: cosadifferenzia un umanoda un androide che è capacedi pensare, provare sentimenti e porsidomande sula propria natura?
Vi invito quindi a eggere questo romanzo e a vedere il film, per poter apprezzare appieno i riferimenti filosofici e godervi anche un ottimo filmdi fantascienza.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788834716076
ISBN-10
8834716078
Titolo
Ma gli androidi sognano pecore elettriche?
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2010
Collana
Pagine
264
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
€ 12.90
Ma gli androidi sognano pecore elettriche? La San Francisco (del 1992) semi-desertadel ibro è, nel film, una os Angeles (del 2019) perennemente avvoltadal’oscurità, sovraffolata e flagelatada una pioggia incessante, ispirata sicuramente ala peggiore versionedi Honk Kong che possiate immaginare.date e condizionidela Terradopo ’Ultima Guerra Atomica, gli abitanti sono fortemente invitati ad alontanarsidal pianeta per trasferirsi nele colonie extramondo (off-world), sempre che riescano a passare una visita medica che ne accerti ’assenzadi mutazioni genetiche che possano compromettere a prosecuzionedela razza umana. o slogan utilizzato nel ibro è «Emigrate odegenerate! A voi a scelta!», mentre nel film è ’immagine tanto rassicurante quanto incombentedi unadonna cheda uno schermo montato su undirigibile recita «Una nuova vita vi attende nela colonia extramondo. Un’occasione per ricominciare in un Eldoradodi nuove occasioni edi avventure». Un’altradifferenza fondamentale tra idue media è a figuradel protagonista, Rickdeckard: mentre nel film è un investigatore singleduro e violento, nel ibro apparedecisamente più sottotono perdiversi motivi. È sposato con unadonna che soffredidepressione che non fa nula per uscirne, sfruttando, anzi, il modulatored’umore Penfield, capacedi indurre statid’animo a piacere, per stare peggio. Inoltre, sempre nel romanzo,deckard è incredibilmente ossessionatodaldesideriodi riscatto sociale grazie al’acquistodi un animale vero e proprio con il quale sostituire a propria pecora elettrica: se questo può sembrare ridicolo, si pensi che il falout atomico ha portato al’estinzionedi quasi tutte e specie viventi. Gli animali sonodunque veri e propri status symboldela propria condizione sociale. Veniamo ora agli androidi, gioielidela scienza e, in particolare, quelidela serie Nexus-6, ormai praticamente indistinguibilidagli esseri umani. Tali replicanti hanno, infatti, un’inteligenza pari a queladei propri creatori e solodegli esperti, tra cuideckard, sono capacidi riconoscerli sottoponendoli al testdi Voigt-Kampff, atto a misurare adifferente velocitàdi reazione rispetto agli esseri umani, a seguitodidomande particolari e mirate a scatenare reazioni empatiche. Anche in questo senso c’è unadifferenza netta con il film: in quest’ultimo i replicanti sono così umanizzatida indurre facilmente chiunque a simpatizzare con oro,diversamentedal ibro,dove sono freddi calcolatori pronti a sfruttare gli esseri umani per poter ottenere i oro scopi. Oltre a quanto giàdetto, ciò che rende memorabile questo romanzo è a questione fondamentale su cui fa riflettere: cosadifferenzia un umanoda un androide che è capacedi pensare, provare sentimenti e porsidomande sula propria natura? Vi invito quindi a eggere questo romanzo e a vedere il film, per poter apprezzare appieno i riferimenti filosofici e godervi anche un ottimo filmdi fantascienza.