La ciminiera di Coketown svetta nera nel cielo, vomitante un fumo costante che marchia di fuliggine ogni speranza dei suoi abitanti.
Thomas Gradgrind impone una rigida pedagogia basata sui meri fatti in una città soffocata dall'industrializzazione, dove la logica utilitaristica smantella le relazioni umane.
Il sistema educativo di Gradgrind trasforma le aule in fabbriche di dati, soffocando ogni traccia di fantasia sotto il peso di calcoli aritmetici privi di vita.
I fatti dominano.
Gli operai, intrappolati in una ciclica ascesa sociale inglese fondata sull'emulazione dei padroni, finiscono per replicare la fredda ipocrisia della classe borghese che li opprime.
La vita quotidiana si frammenta in una meccanizzazione dei rapporti familiari che scava solchi profondi tra padri e figli, rendendo ogni gesto di affetto un’anomalia inammissibile all'interno degli ingranaggi produttivi della città.
L'anima umana si riduce a un numero statistico, incapace di riconoscere il riflesso della propria miseria nelle vetrine ostentate dai mercanti di progresso.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa vittoriana britannica.
✔ Appassionati di letteratura di critica sociale.
Perché è diverso
L'opera opera una fusione stilistica tra la narrazione picaresca e la tradizione sentimentale, utilizzando Coketown come un laboratorio simbolico anziché come mera scenografia. La costruzione narrativa respinge ogni astrazione ideologica per concentrarsi esclusivamente sugli effetti degenerativi che il rigido razionalismo impone alla struttura psichica e sociale dei protagonisti.
Dettagli Bibliografici
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