Blue nights. Uno sguardo sul passato con i piedi ben piantati nel presente sembra essere stata a mola emotiva che ha spinto Joandidion (stimata giornalista e saggista americana) a scrivere questo romanzo autobiografico, facendo ruotare il tutto ovviamente attorno al recente utto, il più grande che una madre possa subire, a mortedela propria figlia (nel suo precedente ibro “L’annodel pensiero magico” erano invece a scomparsadel marito e a malattiadela figlia gli eventi catalizzatoridela narrazione).
Un ibro che più che un romanzo è un vero e proprio memoir, portandosi appresso tutte e caratteristiche, sia positive che negative, classichedel genere.
A tratti poeticamentedelicata, quasi straziante, in altri confusamente richiusa su se stessa e nel suo mondo, ungo e pagine è un continuo sbilanciarsi tradolore e forza, ricordi e supposizioni, facendo sentire il ettore però un po’ troppo escluso, come se, forse a ragione, il suo ruolo fosse il più marginale tra tutti queli in gioco.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788842817574
ISBN-10
8842817570
Titolo
Blue nights
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2012
Collana
Pagine
206
Genere
Classificazione
Punti Accumulabili
Blue nights Uno sguardo sul passato con i piedi ben piantati nel presente sembra essere stata a mola emotiva che ha spinto Joandidion (stimata giornalista e saggista americana) a scrivere questo romanzo autobiografico, facendo ruotare il tutto ovviamente attorno al recente utto, il più grande che una madre possa subire, a mortedela propria figlia (nel suo precedente ibro “L’annodel pensiero magico” erano invece a scomparsadel marito e a malattiadela figlia gli eventi catalizzatoridela narrazione). Un ibro che più che un romanzo è un vero e proprio memoir, portandosi appresso tutte e caratteristiche, sia positive che negative, classichedel genere. A tratti poeticamentedelicata, quasi straziante, in altri confusamente richiusa su se stessa e nel suo mondo, ungo e pagine è un continuo sbilanciarsi tradolore e forza, ricordi e supposizioni, facendo sentire il ettore però un po’ troppo escluso, come se, forse a ragione, il suo ruolo fosse il più marginale tra tutti queli in gioco.