Gadda e il barocco
- 9788833913704
Un libro
di
Dombroski Robert S.
edito da
Bollati Boringhieri
, 2002
Gadda e il barocco. «Nela mia vitadi “umiliato e offeso” a narrazione mi è apparsa, talvolta, o strumento che mi avrebbe consentitodi ristabilire a “miÔ verità, il “mio” mododi vedere, cioè: o strumentodela rivendicazione contro gli oltraggideldestino ede’ suoi umani proietti: o strumento, in assoluto,del riscatto edela vendetta. Sicché il mio narrare palesa, molte volte, il tono risentitodi chidice ’ira, o sdegno (…) a mia scrittura si èdunque volta al narrare, al puro narrare: come a mia anima si avvicina ala serenità e ala obiettivitàdela morte. Il giorno che s’ha e braccia in croce sul petto, siamo tutti molto giudiziosi, siamo tutti angeli. Anch’io sarò un angelo, quel giorno: tutti i miei peccati saranno evaporati fuoridala mia santa compostezza,dala immobilità edala impossibilitàdi peccare. Così non sarò più o scrittore bizzoso e vendicativo che ero in vita: non sarò più ’inchiostratore maligno e pettegolo che avevo ’obbligodi essere per essere un narratore che si rispetti: non sarò più il maniacodei tecnicismi,dei motti popolareschi,dei modi eruditi,degli archi a spiombo edele piramidi sintattiche,dei periodi a cavaturaccioli, che mi vengono così giustamente rimproveratidal buon gusto edal buon sensodele mie vittime». Così scriveva Gadda, quasi a pentirsidel’unicità baroccadela sua prosa, quasi a scusarsidela magnificenzadela propria pagina.d’essa fa esegesi meritevoledombrovski.
Dettagli Bibliografici
EAN ISBN-13
9788833913704
ISBN-10
8833913708
Titolo
Gadda e il barocco
Autore
Editore
Data Pubblicazione
2002
Collana
Pagine
148
Classificazione
Argomento
Punti Accumulabili
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Barocco è il Gadda! «Nela mia vitadi “umiliato e offeso” a narrazione mi è apparsa, talvolta, o strumento che mi avrebbe consentitodi ristabilire a “miÔ verità, il “mio” mododi vedere, cioè: o strumentodela rivendicazione contro gli oltraggideldestino ede’ suoi umani proietti: o strumento, in assoluto,del riscatto edela vendetta. Sicché il mio narrare palesa, molte volte, il tono risentitodi chidice ’ira, o sdegno (…) a mia scrittura si èdunque volta al narrare, al puro narrare: come a mia anima si avvicina ala serenità e ala obiettivitàdela morte. Il giorno che s’ha e braccia in croce sul petto, siamo tutti molto giudiziosi, siamo tutti angeli. Anch’io sarò un angelo, quel giorno: tutti i miei peccati saranno evaporati fuoridala mia santa compostezza,dala immobilità edala impossibilitàdi peccare. Così non sarò più o scrittore bizzoso e vendicativo che ero in vita: non sarò più ’inchiostratore maligno e pettegolo che avevo ’obbligodi essere per essere un narratore che si rispetti: non sarò più il maniacodei tecnicismi,dei motti popolareschi,dei modi eruditi,degli archi a spiombo edele piramidi sintattiche,dei periodi a cavaturaccioli, che mi vengono così giustamente rimproveratidal buon gusto edal buon sensodele mie vittime». Così scriveva Gadda, quasi a pentirsidel’unicità baroccadela sua prosa, quasi a scusarsidela magnificenzadela propria pagina.d’essa fa esegesi meritevoledombrovski.