La pallina d'avorio rimbalza frenetica sul metallo, segnando il confine tra il vuoto assoluto e una fortuna effimera.
Aleksej Ivanovic, precettore al seguito di una famiglia russa in declino nella città termale di Roulettenburg, precipita in un gorgo di puntate compulsive e torbide ossessioni sentimentali per l'imprendibile Polina.
Le sale dorate del casinò accolgono il desiderio di autodistruzione di Aleksej, prigioniero di una roulette spietata che ne dissolve la volontà tra il tintinnio delle monete e lo sguardo glaciale della donna amata.
Tutto svanisce.
Polina, figura dai lineamenti taglienti, esercita sul precettore un dominio che trascende l'affetto per trasformarsi in una dipendenza affettiva autodistruttiva fatta di umiliazioni e sguardi ferini.
Il tavolo verde si trasforma in un teatro dove l'audacia cede il posto alla disperazione, in un susseguirsi di vincite bruciate nell'istante stesso in cui il panno di feltro assorbe ogni traccia di dignità personale.
Tra le pareti cariche di tensione della cittadina tedesca, la brama di denaro collide con una passione che oscilla pericolosamente tra la sottomissione totale e un impeto oscuro, lasciando ogni posta in gioco sospesa nell'attesa di un giro di ruota definitivo.
L'ultima fiche scivola via, lasciando il protagonista nel silenzio gelido di una stanza ormai priva di speranze.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa russa del diciannovesimo secolo.
✔ Chi segue la letteratura del tormento esistenziale.
Perché è diverso
La struttura narrativa nasce da una stesura febbrile che riflette direttamente le vicende biografiche dell'autore, intrecciando l'esperienza del gioco d'azzardo con la costruzione di una psiche maschile in piena decomposizione morale. Il testo si distingue per la capacità di sovrapporre l'astrazione della fortuna al realismo spietato del desiderio possessivo verso una figura femminile ambigua.
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