Le campane di San Pietroburgo rintoccano su un selciato gelato, mentre un vecchio con un cane al seguito sparisce tra la nebbia densa dei vicoli.
Lo scrittore Ivan Petrovic osserva il declino della famiglia Ichmenev, intrecciando le loro vicende private con il mistero di una bambina orfana e le ambizioni spregiudicate del principe Valkovskij.
L'orgoglio di Nikolaj Sergeevic Ichmenev si scontra con il rifiuto bruciante di una figlia che ha abbandonato il tetto paterno per seguire un legame autodistruttivo. Questa dinamica di disonore familiare scuote le fondamenta di una casa ormai logora, sospesa tra il ricordo di una dignità perduta e l'avanzata inesorabile dell'umiliazione sociale.
Tutto brucia dentro.
Il principe Valkovskij orchestra il proprio tornaconto con cinismo spietato, manipolando i sentimenti di chiunque incroci la sua brama di potere e ricchezza. Tra le pagine si dipana una tragedia di abnegazione russa, dove le figure principali vagano in una penombra esistenziale, divise nettamente tra la purezza di una dedizione assoluta e l'oscuro nichilismo dei vincoli materiali che soffocano ogni slancio d'amore sincero e impossibile.
Le ombre dei protagonisti si allungano nel gelo invernale, lasciando che il rancore sedimenti nelle crepe dei palazzi aristocratici.
Per chi è
✔ Lettori della letteratura russa dell'Ottocento.
✔ Cultori del dramma psicologico d'appendice.
Perché è diverso
La struttura integra la forma serrata e ricca di colpi di scena del romanzo d'appendice con una profonda risonanza emotiva derivata dall'esperienza autobiografica dell'autore. La netta contrapposizione tra i personaggi solleva la narrazione oltre l'avventura, focalizzandosi sulla sofferenza individuale come elemento costante che altera la percezione della realtà sociale.
Dettagli Bibliografici
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