Il ferro della ruota batte irregolarmente contro le pietre sconnesse della brughiera, mentre la carrozza procede lenta verso la solitudine della costa.
Mary Yellan, giunta in Cornovaglia dopo la morte della madre, scopre che la taverna di famiglia è un covo di fuorilegge dominato dal brutale Joss Merlyn.
La locanda sorge isolata tra i picchi, dove la nebbia salmastra avvolge i resti di antichi relitti abbandonati tra le rocce taglienti. Mary varca la soglia aspettandosi calore, ma trova solo le ombre di una donna sottomessa, sua zia Patience, ormai trasformata in un guscio vuoto dalla crudeltà del marito. Qui si consumano i traffici illegali della brughiera cornica, nascosti dietro le porte sbarrate di una taverna che da tempo ha smesso di offrire ospitalità ai viandanti.
Tutto tace.
La ragazza osserva lo sguardo vitreo dello zio, un uomo gigantesco che sembra governare il caos notturno con la forza bruta, mentre il sospetto si insinua tra i muri umidi. La sfida psicologica tra Mary e Joss cresce nell'oscurità delle stanze, trasformando la sua permanenza forzata in un duello di volontà. Nonostante il desiderio di fuggire da quel luogo maledetto, resta imprigionata in un gioco pericoloso in cui la lealtà verso la zia diventa l'unica bussola in un mondo di furfanti.
Il fischio del vento tra le travi del tetto maschera il rumore dei passi pesanti che si avvicinano alla porta chiusa della camera.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa gotica britannica dell'Ottocento.
✔ Chi ama l'ambientazione atmosferica delle brughiere desolate.
Perché è diverso
La narrazione ribalta l'aspettativa del rifugio accogliente trasformando una locanda in un teatro di isolamento psicologico. La tensione non deriva da pericoli esterni, ma dalla peculiare dinamica di sottomissione e sfida sotterranea tra i tre personaggi principali.
Dettagli Bibliografici
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