Il ferro degli zoccoli di Christophe batteva l'acciottolato di Parigi mentre Roger Tancrède d'Anguilhem, con il cuore ancora stretto al ricordo di Constance, varcava la soglia di un destino incerto.
Dalla provincia alla corte, un giovane nobile cerca fortuna tra i privilegi parigini per reclamare il diritto di amare, scontrandosi con una rete di macchinazioni ordite da una donna seducente.
Roger attraversa i cortili della capitale, puntando all'eredità necessaria per scalfire l'ostilità della famiglia della sua amata. Gli incontri nei circoli nobiliari diventano presto una palestra di sotterfugi e sfide.
La sorte cambia.
La figura di Sylvandire emerge tra le ombre dei palazzi, tessendo una trappola che attende solo il momento opportuno per chiudersi. Il ragazzo si immerge con ingenuità in questa ascesa sociale nella Parigi del diciottesimo secolo, inseguendo sogni che si trasformano in un labirinto di inganni. Ogni mossa compiuta per risalire la china lo spinge più vicino alle oscure prigioni della Bastiglia, trascinandolo in una spirale di intrighi nobiliari e legali. L'ambizione finisce per consumare la sua lealtà, costringendolo a riconoscere il vero volto della capitale francese, dove le maschere cadono solo davanti al peso delle catene, lasciando al giovane cavaliere di campagna nient'altro che la cruda consapevolezza della sua stessa imprudenza.
Il tintinnio dei chiavistelli della Bastiglia sancisce la fine della sua breve, folle corsa tra i salotti dell'alta società.
Per chi è
✔ Lettori di narrativa classica del diciannovesimo secolo.
✔ Estimatori del romanzo storico di ambientazione francese.
Perché è diverso
Il testo scardina il ritratto epico del cavaliere, concentrandosi sull'irruzione della provincia nella corruzione urbana. La narrazione privilegia l'evoluzione psicologica dell'ingenuo protagonista anziché la mera successione di duelli e avventure di cappa e spada.
Dettagli Bibliografici
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